Genere: romanzo Romance contemporaneo
Editore: Self-Publishing su AmazonData di pubblicazione: 15 ottobre 2020
Numero pagine: 300
Prezzo cartaceo: 14,04€ (La versione cartacea contiene illustrazioni e grafiche)
Prezzo ebook: 1,99€
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Sinossi:
Alcune ferite si sanano col tempo. Altre restano indelebili, marchiate sulla pelle.
Certe paure non si sconfiggono in un'estate, al contrario restano lì, in agguato, pronte a colpire. Si può decidere di tenerle a bada, di reagire, o di lasciarsi andare affondando nelle insicurezze.
Questi sono i dubbi che scuotono l'animo di Beck nella ricerca di se stessa.
Noah è tornato a New York.
Lei è rimasta al ranch, a combattere da sola i suoi fantasmi, in attesa del momento in cui si sentirà pronta a spiegare le ali.
Ma esiste davvero la giusta circostanza in cui abbattere le proprie resistenze e lanciarsi verso l'ignoto? In cui rischiare tutto per ciò che potrebbe renderti felice?
Una differente città, una diversa quotidianità, un equilibrio da raggiungere. Un rapporto da costruire giorno dopo giorno, insieme. Entusiasmanti sfide da cogliere al volo.
Tra vecchie e nuove conoscenze, segreti e rivelazioni sconvolgenti, i nostri protagonisti si preparano ad affrontare un nuovo inizio... Anzi una nuova vita.
Saranno in grado di fronteggiare i cambiamenti senza perdere la giusta rotta? Potrà un'omissione mettere a repentaglio ogni cosa?
Perché l'amore a volte può bastare, altre, invece, sfaldarsi sotto le macerie della fiducia perduta.
Benvenuti nella Grande Mela, bentornati nella loro realtà.
Nota dell’autrice:
Secondo volume de “The Munsee Series” che chiude la dilogia dedicata a Noah e Beck.
Da leggere in successione al primo volume.
Eccovi degli estratti:
1)
«Non è una bomba, né quello che pensi. Ora che siamo tranquilli
che dici di aprirla?» Affermò, dopo aver intuito il filo dei pensieri e
stemperando i timori che l’avevano assalita.
Con mani tremanti la ragazza sciolse il fiocco, apri le estremità
della confezione e ciò che vide al suo interno la lasciò senza fiato. Adagiato
su un piccolo panno di velluto un bracciale rigido dall’eleganza minimale e
alcuni ciondoli a impreziosirlo: un cavallo senza redini in piena corsa; un
lucchetto a forma di cuore sigillato e una piccola targhetta circolare con una
frase incisa sopra da entrambi i lati.
«Niente cambierà il nostro mondo...» mormorò Rebecca prima di
girare il ciondolo. «Tu sei il mio salto nel buio, ora e sempre.»
«È ciò che mi hai detto in un frangente importante della nostra
storia e voglio che tu sappia che salteremo sempre insieme, perché io non
esisto senza di te. Potrei, ma non voglio.»
Senza trattenere oltre le lacrime, lo avvicinò a sé e unì le loro
labbra in bacio che rappresentava la giusta chiusa di quegli attimi infiniti di
un sogno a occhi aperti.
Nessuna fretta, nessun rumore in sottofondo. Due anime, perse
l’una nell’altra nella loro bolla di emozioni.
Noah si staccò per allacciare il presente intorno al piccolo
polso. Poi riprese a stringerla, il mento appoggiato sulla sua fronte.
Socchiuse le palpebre per godersi quel momento così intimo e privato tutto per
loro.
«Se sto sognando non svegliarmi.»
«Sicura? A volte la realtà può essere migliore di ciò che
immaginiamo.»
2)
«Affrontala.»
Lei sollevò lo sguardo, colta in fallo.
«Affrontala, Douglas» ripeté e si sorresse al corrimano.
«Qualunque cosa sia, valle incontro a muso duro, come fai con gli ostacoli sul
campo. Solo dopo averne saltato uno potrai pensare al successivo. Per cui salta
con sicurezza e metti te stessa davanti a tutti gli avversari che cercheranno
di atterrarti. Ci siamo capiti?»
La giovane annuì, afferrando il senso profondo di quello che
sembrava un incoraggiamento a non arrendersi.
3)
A seguito di una breve fila all’entrata per mostrare l’invito a un
addetto, si trovò catapultata in un vortice di tonalità, pennellate vivide,
sculture dalle forme arzigogolate e particolari, gente in ogni angolo, un
sottofondo rilassante e verde ovunque, con tanto di enorme albero di mele posto
al centro di una sala. Incredibile e fuori dagli schemi, tanto dissimile dalla
sua costruzione mentale di “mostra”, in cui la noia e il rigore avrebbero di
certo spadroneggiato.
A tal proposito, ricordò una frase che il suo ragazzo usava
ripetere spesso nell’ultimo periodo: “il
significato dell’arte è da ricercarsi nelle emozioni di chi guarda, nelle
sensazioni sulla pelle e nelle riflessioni che riesce a scatenare.”
Ed era proprio vero. Nulla appariva razionale o riconducibile a
una situazione o concetto univoco. Al contrario, si sentiva immedesimata nei
panni di una moderna Alice, accecata e incantata da quel paese delle
meraviglie.
Interessante, non trovate?