Segnalazione:
Morte a Milano
Ernest
di
Antonio Gerardo d'Errico
Buongiorno lettori,
oggi vi segnalo il romanzo "Morte a Milano - Ernest" di Antonio Gerardo d'Errico, edito Macchione Editore.
Biografia:
Antonio G. D’Errico, poeta, scrittore e sceneggiatore. Premio Grinzane Pavese, nel 1998 e nel 2000. Ha scritto numerosi testi di argomento musicale. Nel 2011 pubblica per Rizzoli la biografia di Eugenio Finardi, Spostare l’orizzonte, scritta insieme al cantautore milanese e, nel 2015, esce presso Mondadori con la biografia di Pino Daniele, Je sto vicino a te, scritta insieme a Nello Daniele, fratello di Pino. Il suo esordio nella letteratura di genere noir gli vede assegnare il terzo posto dalla giuria dei lettori al “Premio Scerbanenco, Courmayeur noir in festival”, con l’opera per ragazzi Il Discepolo, ispirato ai fatti di cronaca legati alla sette sataniche. Successivamente dà alle stampe l’originale thriller sul mondo della scuola, La governante Tilde. Con Morte a Milanoritorna al noir tematico di genere, dopo aver pubblicato da poco per Controluna edizioni la delicatissima silloge poetica dal titolo Amori trovati per strada (Luglio 2018).
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Biografia di Michela Zanarella, autrice della prefazione del romanzo:
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Biografia di Michela Zanarella, autrice della prefazione del romanzo:
Michela Zanarella è nata a Cittadella (PD) nel 1980. Dal 2007 vive e lavora a
Roma. Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesia: Credo (2006), Risvegli
(2008), Vita, infinito, paradisi
(2009), Sensualità (2011), Meditazioni al femminile (2012), L’estetica dell’oltre (2013), Le identità del cielo (2013), Tragicamente rosso (2015), Le parole accanto (2017), L’esigenza del silenzio (2018). In
Romania è uscita in edizione bilingue la raccolta Imensele coincidenţe (2015). Negli Stati Uniti è uscita in edizione
inglese la raccolta tradotta da Leanne Hoppe “Meditations in the Feminine”,
edita da Bordighera Press (2018). Autrice di libri di narrativa e testi per il teatro,
è redattrice di Periodico italiano Magazine e Laici.it. Le sue poesie sono state tradotte
in inglese, francese, arabo, spagnolo, rumeno, serbo, greco, portoghese, hindi
e giapponese. Ha ottenuto il Creativity
Prize al Premio Internazionale
Naji Naaman’s 2016. E’ ambasciatrice per la
cultura e rappresenta l’Italia in Libano per la Fondazione Naji Naaman. E’
speaker di Radio Doppio Zero. Socio corrispondente dell’Accademia Cosentina, fondata nel 1511 da Aulo Giano Parrasio. Collabora
con EMUI_ EuroMed University, piattaforma interuniversitaria europea, e si
occupa di relazioni internazionali. E’ Presidente della Rete Italiana per il
Dialogo Euro-Mediterraneo (RIDE-APS), Capofila italiano della Fondazione Anna
Lindh (ALF).
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Editore: Macchione Editore
Data di pubblicazione: 24 ottobre 2018
Prezzo cartaceo: 18,00€
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Sinossi:
Dino Lenza, traduttore di romanzi gialli, è alle prese con l’ultimo lavoro dello scrittore francese Jean Baptiste Monnais, dal titolo “La morte di uno sconosciuto”. Il protagonista è il giovane Ernest, che è stato vittima da bambino di ripetute violenze sessuali da parte dello zio. Lenza resta scosso da quelle descrizioni, rivivendo le angosce del personaggio, immedesimandosi nei suoi stati d’animo. Trova anche nei tratti somatici del protagonista una certa somiglianza coi suoi. Viene colto da un moto intimo di rabbia, come non si era mai manifestato prima.
Elimina completamente dalla traduzione le pagine scritte dell’autore francese e inizia la scrittura del suo giallo. I toni si fanno aspri e cruenti, il cinismo e la follia omicida non lasciano più uno spiraglio per il perdono. Il commissario incaricato delle indagini, pur nutrendo forti sospetti su tutti quegli omicidi, non riesce a trovare una spiegazione efficace per evitarli.
Una figura di rilievo della narrazione è la zia del giovane traduttore, pittrice famosa e donna di grande bellezza. Il rapporto tra i due lascia intravvedere un’ossessione seduttiva reciproca.
Eccovi anche la prefazione di Michela Zanarella.
Lo sviluppo del genere noir è fluttuante, così come
si evidenzia nel romanzo di Antonio G. D’Errico, e ancora oggi per i suoi
scenari cupi e pessimisti ha i suoi adepti. Il noir tratta la realtà senza
tante illusioni di salvezza o miglioramento, dove il male si è impossessato di
insospettabili uomini. Le ambiguità delle situazioni sociali suggeriscono il
ricorso alla psicoanalisi. Questi complessi fattori rappresentano, in nuce, il
lato oscuro del comportamento umano. L’universo del noir è rappresentato per lo
più da uomini soli che vagano spinti da motivazioni sconosciute, che risiedono
nel profondo del loro passato abusato e travagliato. Sono personaggi spesso
rudi, malinconici, che percorrono itinerari cittadini, dove non c’è possibilità
di salvezza in una società ostile e internamente malata. Antonio G. D’Errico è
uno scrittore di talento che sa muoversi bene in più generi letterari. ‘Ernest.
Morte a Milano’ è un noir di qualità, scritto con un linguaggio moderno, avvincente,
dallo stile originale e interessante. La trama parte dalla traduzione di un
manoscritto di Monnais, già edito in Francia, che l’editore italiano vorrebbe
far conoscere ai suoi lettori. Il romanzo si apre sul dialogo tra lui ed un suo
collaboratore, al quale chiede con insistenza a che punto sia la traduzione del
libro. Il traduttore, preso dalla rabbia e dall’inquietudine per quel comando a
sbrigarsi nel lavoro, presenta il protagonista della storia di Monnais: Ernest,
un giovane rimasto orfano della madre, mandato dal padre a vivere con gli zii. Qui
non voglio svelare alcun altro passo ai lettori. Pagina dopo pagina ci si
accorgerà comunque dei disagi psicologici esistenziali, tra cui realtà o
fantasie erotiche subite per troppo tempo taciute, sdoppiamenti, riflessi. Il traduttore, andando avanti nel suo lavoro, presuppone
che Monnais cerchi di alleggerire il peso della vergogna, assegnandone una
parte a un altro personaggio, la zia, colpevole di un lungo silenzio. Si
interroga sulle soluzioni narrative dell’autore francese. Domande e risposte
saranno opera dei lettori di questo avvincente noir. Su tutto dominano i bagliori
di ombre oscure di Henry James in ‘Ritratto di signora”. Sembra quasi che le
esistenze dei personaggi confluiscano in un unicum narrativo dove D’Errico ha
la chiave della soluzione. L’autore è abile nel proporre il mistero, suscitando
curiosità. Crimini, avvicendamenti, omissioni, omicidi, da chi sono compiuti? In
un alternarsi di identità, tra realtà e mistero, si snoda tutta la vicenda che
rende particolarmente intrigante il libro di Antonio G. D’Errico, ambientato
nella nordica città scaligera. L’autore è riuscito a costruire un noir che ha
tutte le caratteristiche tipiche del genere: esiste un assassino, c’è
un’indagine, gli indizi e le ipotesi sembrano casuali, ma non è così, nasce una
sfida per scoprire il perché, si va alla ricerca di una verità tra vendette e
rancori. Si susseguono emozioni e sentimenti contrastanti. Si racconta di
violenza, abusi, amore, abbandoni, possessione, nostalgia, gelosia, disagi
psicologici e follia: le molteplici fragilità umane. Con un’analisi quanto mai
lucida e attenta della società, D’Errico ci proietta in una dimensione in cui
finzione e realtà si intersecano e si sovrappongono in un interscambio emotivo:
si entra in un labirinto di pensieri e ci si trova a dover scostare il buio, a
farlo affiorare per poi poterlo affrontare. La scrittura è matura, consapevole,
molto visiva e cinematografica, non ci sono mai tentennamenti narrativi o
eccessive forzature e pesantezze linguistiche. Tutto scorre fluido, mentre la
suspence cresce scena dopo scena. Si delinea il ritratto di un uomo smarrito e
svuotato della sua identità, che non si fida di nessuno, nemmeno di se stesso. Il
protagonista incarna l’uomo di oggi senza certezze, vive nel dubbio, crede di
saper amare e si aggrappa alla sete di vendetta, pensando che sia l’unica
soluzione per risollevare le sorti dell’umanità. Sulla scia di Raymond Chandler,
altro maestro moderno del noir, ci troviamo in questo romanzo a scandagliare la
psiche, ad affrontarne i limiti, a conoscere la paura, accettandone le
contraddizioni. Solo andando oltre le cose e vivendo si può riuscire a trovare
il giusto equilibrio. D’Errico ci accompagna in un viaggio dell’anima, dove
l’unica soluzione per il lettore è arrivare alla fine.
Sono molto incuriosita da tutto questo.
Voi cosa ne pensate?
Questo sembra davvero molto interessante!!!
RispondiEliminaSono felice che ti interessi :)
EliminaAmo il noir * _*
RispondiEliminaBene, allora fammi sapere se leggerai questo :)
EliminaÈ un genere che mi piace. Grazie x la segnalazione
RispondiEliminaGrazie a te per essere passata, e fammi sapere se lo leggerai :)
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