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Ilaria Vecchietti, autrice del racconto "L'ultima chance...", e dei romanzi fantasy "La Libertà figlia del Diavolo", "L'Isola dei Demoni" e "L'Imperatrice della Tredicesima Terra". E altri racconti pubblicati in raccolte.
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mercoledì 13 ottobre 2021

Segnalazione: Ti bacio e poi ti amo di Giulia Masini

Segnalazione:

Ti bacio e poi ti amo

di
Giulia Masini



Buongiorno lettori,
vi segnalo il romanzo: "
Ti bacio e poi ti amo" di Giulia Masini.



Biografia:
Giulia Masini nasce a Lucca nel 1973. La sua passione per la scrittura inizia quando è poco più di una ragazzina con la scrittura di alcuni racconti che custodisce gelosamente fino a quando le viene voglia di riprenderne in mano alcuni per svilupparli in modo più articolato. Nel dicembre del 2015 pubblica L’Orlando Blu. Segue poi il secondo romanzo “Il Sigillo dei Kerrey”, storico ambientato nell’Irlanda della seconda metà dell’800. Nel 2016 pubblica un nuovo storico “Maybelle Tentazione Proibita”. Tra luglio del 2018 e giugno 2019 dà vita alla serie “Macaron e una tazza di tè”. A maggio del 2020 pubblica Sandalo e menta, a dicembre del 2020 Ti detesto… Ma anche no! e a febbraio del 2021 Dugan il Rosso. 



Gene
re:
 romanzo contemporaneo
Editore: self publishing
Editing: Antonella Monterisi
Data di pubblicazione: luglio 2021
Numero pagine: 224
Prezzo ebook: 2,99€ (gratis con Kindle Unlimited)
Prezzo cartaceo: 12,64€ copertina flessibile / 21,13€ copertina rigida
Link per l'acquisto su Amazon:




Sinossi:
Italia 2018.
Penelope Fontana non aspetta altro che partire per le vacanze con le amiche. Purtroppo, prima del tanto agognato viaggio di maturità, scopre di dover trascorrere un mese intero a casa di Mauro, il futuro marito della madre, così da conoscere quella che diventerà la sua nuova famiglia.
Penelope non solo si ritroverà a convivere con dei “campagnoli” lontani anni luce da suo mondo fatto di shopping, feste e vestiti firmati, ma si scontrerà ben presto con l’unico figlio maschio di Mauro. Christian Panepinto è insopportabile, dispettoso e non farà che provocarla.  Nonostante ciò, è anche bello da mozzare il fiato. Riuscirà Penelope a resistere al suo fascino sfacciato?
E se il destino allungasse un piede per farle uno sgambetto?


Vi lascio un estratto:
A un tratto mister simpatia si volta. La linea dell’acqua sulla sua vita cala, lasciando intravedere prima una bella porzione di ciuffi pubici, poi tutto il resto. Mio malgrado mi sento arrossire.
«Uccello in vista» sussurra Alice.
Matilde le dà una gomitata di rimprovero. «Ali!»
«Che c’è?» mormora lei senza staccare gli occhi da Christian. «Smettila di fare la bacchettona e goditi lo spettacolo.»
Alzo gli occhi al cielo. Oddio. Non una discussione e non in questo momento.
«Insomma, state zitte o finirà con l’accorgersi di noi» le rimprovera Erica in un sussurro.
Mi volto verso di lei. «Adesso ti ci metti anche tu?» mormoro, quindi aggiungo: «Vi prego ragazze, andiamocene.»
«Non vorrei sbagliarmi, ma credo sia circonciso» dice Alice continuando a fissare l’uccello di Christian. «Aspetta, faccio uno zoom.»
«No, adesso basta!» m’impunto e, decisa a portarle via da lì prima che Christian si accorga di noi, mi piazzo davanti a loro allargando le braccia.
Alice, telefono alla mano, cerca di scansarmi. «Togliti, Penny!»
«Levati, dai» ribatte Erica. Sposta la testa a destra e a sinistra per riuscire a vedere qualcosa.
Non so dirmi chi di loro mi si appoggia addosso ma, sospinta all’indietro, sento mancarmi la terra sotto un piede. Comincio ad agitare le mani in aria, cerco disperata un appiglio che mi eviti di cadere, e lo trovo nella maglia di Erica. La sento gridare, ma non serve a niente e mi ritrovo a ruzzolare giù dalla piccola scarpata che divide il lago dal boschetto.


Ed eccovi anche una curiosità:
Questa storia è una rivisitazione in chiave moderna del romanzo storico Janie - Macaron e una tazza di tè. La storia è stata modificata in alcuni punti a causa dell'impossibilità di mantenere fede alla trama originale.


Molto interessante, lo leggerete?
Buona lettura!

giovedì 24 settembre 2020

Segnalazione: Pervinca enigma della molestia per una donna geniale di Daniele Possanzini

Segnalazione:

Pervinca

enigma della molestia

per una donna geniale

di
Daniele Possanzini



Buongiorno lettori,
oggi vi segnalo il romanzo: "Pervinca – enigma della molestia per una donna geniale" di Daniele Possanzini.
Qui vi lascio il link a un'intervista che ho avuto il piacere di fargli.


Biografia:
Daniele Possanzini lavora e vive con la famiglia a Pisa sulle rive del fiume Arno.
Si è laureato in Scienze dell’Informazione all’Università di Pisa, ha lavorato negli Stati Uniti d’America e in Italia per l’automazione dei processi industriali. Successivamente ha lavorato in Belgio e in Polonia per la sicurezza delle frontiere europee, poi è tornato di nuovo in Italia e ha contribuito alla consulenza e alla comunicazione in materia di rischi associati alla catena alimentare europea.
È un esperto forense di informatica e di sicurezza informatica.
È competente in governance e ha contribuito alla sua armonizzazione in alcuni contesti pubblici europei.
Ha svolto anche l’attività di consigliere di fiducia (Confidential Counsellor) per la protezione della dignità degli esseri umani e per la prevenzione delle molestie psicologiche e sessuali in contesti lavorativi multiculturali e multi-religiosi.
Ha osservato la realtà e le relazioni umane anche dai racconti, dalle inquietudini e dalle frustrazioni delle persone, quando la dignità e i sogni vengono calpestati con tradimenti e molestie di qualsiasi tipo, anche involontari.
Ha giocato a pallavolo, sciato e nuotato.
Ora preferisce la montagna e le passeggiate in salita.
  






Genere: romanzo thriller psicologico
Editore: self publishing
Cover: Antonella Monterisi
Data di pubblicazione: 15 novembre 2019
Numero pagine: 350
Prezzo ebook: 2,99€ (gratis con Kindle Unlimited)
Prezzo cartaceo: 12,48€
Link per l'acquisto su Amazon:





Sinossi:
A marzo del 1989 a Pisa accade un fatto misterioso. Nasce Pervinca e qualcuno è sicuro che la bimba abbia già utilizzato questo metodo in altre occasioni per evadere dal passato. È prigioniera speciale e creatura inafferrabile. Dovrà quindi essere catturata con la dovuta accortezza. Il suo destino è stato già scritto e nessuno, neanche lei, lo potrà più cambiare: inganno e cattura, poi tortura e morte per fame in una cella buia.
Questa volta, però, Pervinca vuole riscrivere la storia e decide di non tornare più in quel periodo di violenza e schiavitù. Sfrutta allora, con genialità, le nuove tecnologie informatiche disponibili negli anni novanta. Tuttavia, non basta soltanto la sua intelligenza. Serve qualcos'altro che deve intuire, e in fretta perché il suo tempo si sta esaurendo. C’è Fiorenzo, bel marito ignaro ma fedele, e appare la giovanissima Michelle, splendida donna maledettamente ambigua con cui vive una relazione inconfessabile.
Come farà Pervinca a evitare il suo destino di tortura e di morte? Riuscirà a realizzare la sua invenzione tecnologica che la aiuterà a vedere oltre quell'orizzonte che la imprigiona? Pervinca ha poco tempo a disposizione ma potrà viverlo in tutte le direzioni, come vorrà. Questa è la sua carta da giocare.

È un thriller surreale dove il passato, il presente e il futuro trascorrono simultaneamente.

È un giallo avvincente dove si conosce il movente della strage con mandanti e assassini, ma non si sa chi siano veramente le vittime.
È un romanzo psicologico dove l'inganno e il tradimento sono incomprensibili. È il successo della genialità che risolverà l'enigma, tuttavia sarà anche la sconfitta della verità.


Cosa hanno detto del romanzo:


"Una storia apparentemente normale, quella di due famiglie che intrecciano i loro destini con un matrimonio, ma che si complica non poco proprio per l’ambizione di Pervinca disposta a qualsiasi cosa pur di realizzare il suo progetto."


"Pervinca è la protagonista di un romanzo assai particolare, che spiazza sin dalle prime pagine con due misteriosi narratori che accompagnano il lettore fino alla fine."

"In realtà ben presto la storia diventa un intrigo internazionale ben orchestrato, fatto di brevetti rubatispionaggio industrialecolpi bassi e colpi di genio."

"Romanzo ben costruito sulla psicologia dei protagonisti."

"La trama risulta scorrevole e avvincente, i dialoghi interessanti e le figure credibili e intense. Tutto sommato una grossa sorpresa che fa venire voglia di leggerne ancora."

"Intelligente, visionaria, cinica, sensuale, ingenua. Non bastano gli aggettivi per descrivere una creatura tanto poliedrica e affascinante che riesce a stupire sempre, a farsi amare, ma anche detestare."



Eccovi anche un estratto:
Sono le undici del mattino e una folla sta assediando la Fortezza da Basso a Firenze. Sono visitatori arrivati da ogni parte del mondo e sono sicuri che tutto quello che vedranno oggi sarà straordinariamente vero. Purtroppo non immaginano che assisteranno anche a qualcosa di verosimile, non sanno che non se ne accorgeranno e che questo sarà un grosso problema.
Ieri hanno approfittato del tempo libero per visitare l’incredibile museo a cielo aperto, per gustare la bistecca e per mangiare la ribollita, zuppa di pane raffermo e verdure, così come la panzanella, piatto fatto con pane raffermo pomodori cetrioli cipolla rossa e basilico. Anche per la gioia dei vegani, sempre più numerosi.
Oggi si aspettano l’incredibile, ma vero.
Fiorenzo, che è partito stamattina presto da Pisa, ha già raggiunto addirittura la Sala Ottagonale, ormai affollatissima. È sollevato sulla punta dei piedi per vedere da più in alto cosa sta per accadere e tiene per mano Gino che allunga il collo anche lui per vedere la mamma, imitando suo padre.
Ha lo sguardo fisso sul palco quando, all’improvviso ma non sorprendentemente, vede spuntare Pervinca che si muove sinuosamente sulla passerella. Si accorge che non indossa quel vestito grigio asfalto che aveva portato da Pisa apposta per questa occasione.
Anzi, nota che non indossa né quel vestito né un altro.
È sul palco senza vestito! Merda! Vede solo lo slip, il top e quegli occhiali da sole che riflettono le luci della fiera in modo accecante. Quel fascio di luce proveniente dal cristallo con cui sono state prodotte le lenti è davvero forte e non gli consente di guardarla in faccia.
È l’invenzione di Pervinca! Lo sa bene. È il cristallo che lei ha progettato e che ora sta diffondendo una luce più intensa di quella del sole.
Al contrario, vede chiaramente che indossa scarpe dai tacchi altissimi e, alzando lo sguardo, scorge l’incavo perfetto di quei seni sodi e tonici che mozzano il fiato a uomini e donne. Lo conosce bene, lui, quell’incavo. Poi riabbassa lo sguardo e osserva quelle sottili caviglie e quei polpacci affusolati da fare invidia a una modella ben allenata.
A casa ne avevano parlato tanto, di questa fiera.
Ma ora non gli interessa più niente di niente! Quello che ha visto, e solo quello, è sufficiente a fugare il dubbio che ha sempre avuto sin da quando l’ha conosciuta.
Ma che dubbio ha sempre avuto Fiorenzo?
È arrivato anche il servizio di sicurezza e da questo momento in poi i pannelli divisori impediranno al pubblico di osservare i preparativi che i tecnici della fiera stanno freneticamente ultimando.

Si sbircia con difficoltà. È inutile accalcarsi. Bisogna aspettare. Si entrava solo per invito e chi lo ha ricevuto vedrà tutte le dimostrazioni seduto comodamente.
Oggi è l’ultimo giorno della fiera e alle ore quattordici ci sarà la presentazione finale dei nuovi materiali tecnologici speciali. Ormai ogni mese ne compaiono moltissimi su Internet e pochissimi nei negozi. Non stupiscono più. Ma quelli che vengono presentati qui oggi sembrano proprio qualcosa di speciale. Promesso! Ci saranno molte sorprese anche per i bambini.
Si potrà trovare, vedere e toccare di tutto. Dagli strumenti per la percezione della realtà aumentata ai vestiti da montagna e alla biancheria intima, dagli ombrelli alle scarpe e agli stivali, dai cappelli agli 
occhiali, agli orologi e ad altri giocattoli e strumenti della vita di tutti i giorni che sfruttano questi nuovi materiali, con prestazioni ed effetti impensabili fino a pochi mesi fa.
I telefoni cellulari non sono più sconvolgenti come in passato, tuttavia servono ancora perché consentono di entrare nel mondo virtuale che si vede e si sente ma che non si tocca. Il mondo virtuale non è ancora il mondo dei sogni e bisogna ancora aspettare per toccarlo. Meglio così. I sogni non si toccano.
È la trasformazione digitale di cui si è parlato tanto. Si osserva cosa consente la tecnologia e si organizzano la vita e il lavoro di conseguenza. Prima si cercava di capire di che cosa avesse bisogno l’uomo e la tecnologia lo avrebbe aiutato. Oggi la tecnologia è così fantasiosa che non si sa nemmeno a cosa possano servire tutte le invenzioni che si affollano su Internet, e non c’è nemmeno il tempo di utilizzarle. Però, chi lo fa si trasforma prima degli altri.
Ma cosa si deve diventare? Perché trasformarsi?
Perché non appena una nuova tecnologia diventa disponibile, essa rende tutta quella corrente relativamente inutile, costosa e inefficiente. Sì, relativamente. È questo il punto. Quindi si diventa obsoleti, scaduti o si va fuori moda, che è peggio. Se poi fortunatamente o disgraziatamente si riesce a capire il funzionamento di un nuovo strumento prima degli altri, allora c’è l’opportunità di utilizzarlo in modo da conquistare una posizione di mercato dominante o quantomeno vantaggiosa, o per essere alla moda e non essere esclusi dalla cerchia di amici che già lo usa. Si fa per essere inclusi ed essere adeguati al periodo, interessanti, dirompenti, stupefacenti, ipnotizzanti e per fare sognare.
Già, sognare. Non si può non sognare. Si deve immaginare il futuro. Altrimenti, quando il futuro arriva, non ci si accorge di lui. I sognatori, invece, sono eternamente nel futuro e non hanno bisogno di tecnologia. Non viaggiano nel tempo perché sono sempre a destinazione.
“Andiamo Gino. Non vedi che la mamma non è ancora arrivata?” dice Fiorenzo strattonando suo figlio ed evitando così che guardi verso il palco. Poi cerca di farlo allontanare, dicendogli: “Andiamo a vedere gli altri espositori. Ci sono le altre novità di questa tecnologia dei materiali. Forse la mamma è in giro per la fiera. Lo sai che lei è un’esperta, starà osservando la concorrenza.” Fiorenzo maschera la menzogna con l’espressione di chi si vuole convincere di quello che ha detto. Da quel momento guarda solo i passi che sta facendo, sempre più velocemente, ma senza più sapere dove sta andando.
“Scusa, non c’è la mamma sul palco con il suo capo?” chiede Gino, sgambettando sempre più speditamente per stare al passo del padre. Poi lo guarda stupito per questo improvviso cambio di programma.
Un australiano con il cappello di pelle di canguro passa vicino a Fiorenzo. Lo ferma afferrandogli il bicipite e gli chiede l’ora con le guance arrossate da un aperitivo a base di vino Vermentino.
“Mi dispiace, sto cercando Pervinca.” risponde Fiorenzo, senza fermarsi e in evidente stato
confusionale. Vagabonda, osservandosi ormai solo le scarpe.
La risposta non arriva neanche per Gino, piccolino, che comincia anche lui a guardarsi i piedi e a seguire il padre correndo come se fosse un soldatino in ritirata.
Vanno a prendere l’auto e in poco più di un’ora rientrano a Pisa.

Sono le due e mezzo del pomeriggio ma Fiorenzo, ancora molto pensoso da sembrare distratto, è sempre in tempo per preparare un piatto di spaghetti al pomodoro per sé e per Gino che, quando li vede mettere nel piatto e quindi senza bisogno nemmeno di assaggiarli, capisce che sono stati tenuti nell’acqua bollente a cuocere troppo. Hanno un colore trasparente. È segno che hanno assorbito troppa acqua per il troppo tempo rimasti a bollire. Gli spaghetti sono una cosa seria, in Italia. Ma appena il padre aggiunge il pomodorino rosso fresco fatto a pezzi, olio di oliva extravergine delle colline di Calci sul Monte Serra, e spolvera sopra del parmigiano reggiano colore paglierino intenso e stagionato per ventiquattro mesi, li mangia lo stesso perché ha una fame da lupo e perché sono comunque squisiti, anche se non a norma.
Più tardi, Fiorenzo rimette a posto la cucina e si siede alla scrivania per consultare Internet e cercare qualcosa sulla fiera di Firenze. Vuole rivedere il programma degli eventi. Gino gli sta seduto accanto per tutto il tempo guardando un po’ lo schermo e un po’ il suo naso, ma sempre tenendo il mento poggiato sulla scrivania.
“È quella la mamma?” chiede e, tutte le volte che una modella dell’evento di Firenze appare sullo schermo, riprova: “La mamma è bella come quella, vero?”
Posa la guancia destra sulla scrivania fantasticando, guardando lo schermo e contorcendosi
all’indietro per osservare il viso del padre. Si vuole assicurare che anche lui sia convinto che sua madre è proprio bella.
“No, non è quella, ma le assomiglia.” sbotta Fiorenzo con gli occhi lucidi e urla: “Ehi, Gino! Intendiamoci. La mamma non sfila sui palchi mostrando la biancheria intima. Chiaro?”
Gino lo guarda per catturarne lo sguardo o magari un’altra spiegazione.
“Cosa è la biancheria intima, babbo?” aspettando la risposta, senza ottenerla, continua a chiedere un po’ preoccupato per il silenzio del babbo: “Insomma! Cosa ha combinato la mamma? Babbo! Allora?”
“Niente, niente. La mamma è rimasta impegnata tutto il giorno con i suoi clienti sul palco.” lo rassicura il padre e continua a guardare soltanto lo schermo del computer, evitando il suo  guardo.
“Ma dai! Come facciamo a saperlo? Babbo! Siamo stati alla fiera solo mezz’ora, poi siamo entrati in auto per tornare a Pisa e poi siamo rimasti qui a casa.” dice Gino candidamente. Ha preso molto dalla madre, ha una logica ferrea, e ora colpisce nel segno.
Neanche qui arriva la risposta. Anzi, non c’è risposta.
Giunge la sera e cenano con due uova “occhio di bue”, preparate con olio e grani di sale grosso in un tegamino antiaderente, l’albume è cotto bene e il tuorlo è rimasto ben crudo. Inzuppano direttamente nel tegamino dei pezzi di pane toscano non salato cotto a legna.
Dopo, inevitabilmente, arriva la notte.
“Ho sonno, babbo. La mamma non viene.” dice Gino con voce velata di malinconia poggiando la guancia sulla gamba di suo padre che ora sta guardando la televisione in poltrona. Poi si avvinghia con tutte le due braccia alla coscia come se fosse un cuscino. Si addormenta così e il padre lo porta a letto di peso, attaccato come un panda che riposa su di un ramo e non vuole scendere.
A Fiorenzo non resta che attendere Pervinca da solo, davanti alla televisione fino a tarda notte.

Se ne sta andando poi a letto anche lui quando sente un’auto che si ferma davanti al portone di casa con una rapida decelerazione e con un crescente crepitio di ghiaia sotto le gomme. Riconosce la voce di Pervinca che saluta le altre persone, sente ridere, sente chiudere lo sportello dell’auto, sente poi inserire la chiave nella toppa silenziosamente e avverte ancora lo stesso crepitio di ghiaia, che però si va affievolendo.
“Psst, ci siete?” sussurra Pervinca mentre entra in casa. Chiude la porta senza far sentire il rumore della serratura. Cerca di capire se gli abitanti siano ancora in piedi tentando di non svegliarli.
Nessuno risponde e Pervinca, dopo aver calciato in aria una per volta le scarpe décolleté, si ferma, guarda avanti restando un attimo sull’attenti come una sentinella di guardia, lascia cadere la borsa a terra e sgancia dietro la nuca l’unico bottone che ha. Il vestito scivola lungo il corpo che rimane completamente nudo e svela il fascino di Pervinca. Si raccoglie a terra intorno ai piedi disegnando una circonferenza molto sottile. Il vestito è l’unico a non fare rumore cadendo sul pavimento. Tira fuori il piede sinistro, che ha le unghie laccate di un raro celeste viola, dal cerchio disegnato dal vestito. Con un saltello tira fuori anche l’altro e continua a camminare verso il letto sulla punta dei piedi nudi, lasciando scarpe borsa e vestito sul pavimento di legno ruvido.
Una luce bianca è radente il pavimento. È intensa come solo i led possono dare e proviene dai fari dell’auto che si allontana girando per cambiare direzione. Si muove come le lancette dei secondi di un orologio che spazzola delicatamente la superficie rasposa ma piacevole del legno.
Immediatamente è buio pesto.
Pervinca, esausta ma soddisfatta, si infila velocemente nel letto e si gira subito a pancia in giù con la testa sotto il cuscino a fianco di Fiorenzo che è rimasto per tutto il tempo voltato dall’altra parte.
E continua a sognare.
Fiorenzo, invece, per un po’ cerca di capire se Pervinca abbia ancora gli stessi slip e reggiseno che ha visto sul palco, ma poi anche lui cade addormentato sotto l’antico orologio regalato dalla nonna Luisa per le nozze e ora appeso al muro della camera da letto.
Fiorenzo non lo ha mai capito, quell’orologio. Non lo ha mai visto camminare. È rimasto sempre fermo alle 12 e 29. La lancetta dei minuti è incastrata sul 29, mentre quella delle ore è ferma sul 12. Non lo ha mai toccato per paura di romperlo. Saggia decisione.
Domani sarà il giorno dopo la fiera.



Ed eccovi anche delle curiosità:
Questo romanzo è stato scritto sulle rive del fiume Arno vicino ai terreni del Conte Ugolino della Gherardesca, dove è nata e cresciuta Pervinca.

Ma chi era Pervinca?
La nostra Pervinca Della Gherardesca nasce a Pisa il 1.3.1989 e fino al suo matrimonio vive sulle rive del fiume Arno in Lungarno Galileo Galilei con il padre che è un affermato avvocato penalista e con la madre che è una stimata docente universitaria.
Abita nell’edificio adiacente ai terreni che fino a settecento anni prima ospitavano i lussuosi palazzi di potere della famiglia del Conte Ugolino della Gherardesca, fine uomo politico e spietato comandante militare pisano, reso famoso da Dante Alighieri nella Divina Commedia.
La finestra della camera di Pervinca si affaccia su quei terreni dove due magnolie secolari, inspiegabilmente cresciute non si sa quando, sembrano voler ricordare cosa accadde di veramente insolito molti secoli fa proprio in quei luoghi.  


Molto interessante, lo leggerete?
Buona lettura!

sabato 13 ottobre 2018

Segnalazione: Mable Macaron e una tazza di tè vol. 2 di Giulia Masini

Segnalazione:
Mable
Macaron e una tazza di tè
vol. 2
di
Giulia Masini


Buongiorno lettori,
eccomi a segnalarvi l'ultimo romanzo di Giulia Masini, già conosciuta per Janie - Macaron e una tazza di tè Vol. 1, che esce proprio oggi.
Il suo ultimo romanzo fa sempre parte della serie Macaron e si intitola "Mable - Macaron e una tazza di tè Vol.2".



Biografia:
Giulia Masini nasce a Lucca nel 1973. La sua passione per la scrittura inizia quando è poco più di una ragazzina con la scrittura di alcuni racconti che custodisce gelosamente fino a quando le viene voglia di riprenderne in mano alcuni per svilupparli in modo più articolato. Nel 1997 nasce il suo primo romanzo: L’Orlando Blu, che pubblica in formato e-book nel luglio del 2015 con StreetLib SelfPublishing e nel dicembre del 2015 in esclusiva su Amazon.  Segue poi il secondo romanzo “Il Sigillo dei Kerrey”, storico ambientato nell’Irlanda della seconda metà dell’800. Nell’aprile del 2016 pubblica “Come Acqua e Cielo”, primo romanzo contemporaneo dedicato ai più giovani. Nel Giugno 2016, in esclusiva su Amazon, pubblica un altro storico “Maybelle Tentazione Proibita”. Nel luglio del 2018 pubblica Janie - Macaron e una tazza di tè vol. 1 e nell’ottobre dello stesso anno il secondo volume della serie Macaron e una tazza di tè, dedicato a Mable.





Genere: romanzo romantico / storico (Periodo storico: età Vittoriana)
Editore: self publishing
Editing: Antonella Monterisi
Data di pubblicazione: 13 ottobre 2018 
Numero pagine: 218
Prezzo cartaceo: 11,60€
Prezzo ebook: 3,99€
Link per l'acquisto su Amazon:





Sinossi:

Inghilterra, 1865.
Mable è forse l’unica debuttante a non attendere con trepidazione i ricevimenti della Stagione, e la colpa è di sua madre, una donna rigida e votata all’etichetta. Il matrimonio, d’altronde, è solo un contratto che deve portare vantaggi ad ambo le parti. 
Mable evita qualsiasi comportamento non si addica a una signorina perbene. È così brava a mantenere il controllo delle proprie emozioni che fa fatica a lasciarsi andare persino in compagnia delle sue amiche più care.
Questo, finché non incontra Riley Holland. Il giovane inizialmente sembra perfetto per lei: è educato, ricco e molto affascinante. L’idea che si è fatta di lui, però, s’infrange nell’attimo in cui lo sente accettare una scommessa alquanto discutibile che ha come vittima una debuttante che lei conosce.
Indignata e delusa, Mable scopre una parte di sé che mai avrebbe immaginato di possedere: dispettosa, incosciente e anche poco raffinata.
È così che tra i due inizia una lunga battaglia a colpi di battute pungenti e ripicche, fino a quando…


Eccovi anche due estratti:
1 – Riley guardò lo zio. Per un attimo valutò la possibilità di rivelargli che non aveva mai avuto intenzione di assecondare le sue richieste, ma la scartò. Se teneva alla propria sanità mentale, doveva continuare a fargli credere che stesse cercando una ragazza da sposare. In caso contrario lo zio sarebbe stato capace di proporgli qualche giovane lady e allora sarebbe diventato molto più difficile gestire la cosa.
– Figliolo?
– Potete stare tranquillo – lo rassicurò e, dopo aver afferrato uno dei bicchieri dal tavolino accanto, vi versò un paio di dita di cognac e lo porse allo zio.
L’uomo accettò il bicchiere con un gesto del capo. – Tranquillo… – borbottò, poi si rianimò di colpo. – Quindi vuoi dirmi che hai trovato una donna accettabilmente adeguata?
Questa mi giunge nuova! – Cosa intendete per accettabilmente adeguata?
– Lo sai benissimo, figliolo. Stiamo parlando della futura contessa di Coventry.
– State guardando troppo avanti, zio. Al massimo sarà la signora Holland.
– Ma prima o poi diventerà contessa. Il titolo ti spetta di diritto. – Fece una pausa, poi gli scoccò un’occhiata ansiosa. – Quindi? – lo incalzò.
– Quindi cosa?
– Non m’inganni, giovanotto. Di chi si tratta?
Solo a quelle parole Riley si rese conto che, parlando di una “signora Holland”, aveva appena fatto intendere allo zio che esistesse davvero una giovane lady cui era interessato. Si diede dell’idiota e trattenne a fatica un sospiro esasperato. A quel punto non gli restava altro da fare. – Non c’è niente di ufficiale, ma sì, ho conosciuto una ragazza che rispecchia le vostre e le mie aspettative.
– E di chi si tratterebbe, se è lecito domandarlo?
– Non voglio dirvi niente fino a quando le chiederò la mano.
– Mi vuoi far morire dalla curiosità?
– Adesso pensate di morire anche per un sentimento del genere?
– Si può morire di qualunque cosa.
Riley scoppiò a ridere. – Non di certo per la troppa curiosità!
– Almeno descrivimela.
– È una ragazza interessante.
Suo zio saltò in piedi e per poco non si rovesciò l’intero contenuto del bicchiere addosso.
– Interessante? E che diamine significa? È forse storpia, brutta come una strega? È forse una contadina? – disse con un’espressione terrorizzata. Poi aggiunse puntandogli il dito contro: – Sappi che potrei chiudere un occhio su una ragazza storpia o brutta, con molta probabilità chiuderei un occhio anche se la ragazza in questione fosse sia storpia che brutta, ma non potrei proprio farlo con una contadina. Eh, no! Accettabilmente adeguata, ricordi, ragazzo?

2 – Un improvviso bagliore; pochi secondi e un tuono scosse l’aria. Mable sussultò talmente forte che il ventaglio le sfuggì dalle dita. Si accucciò a terra per raccoglierlo proprio nell’attimo in cui un altro lampo squarciava il cielo. Senza poterne fare a meno, portò le mani alle orecchie e rimase arricciata su se stessa, in attesa che un altro tuono la scuotesse dall’interno. Poi, mentre tratteneva il fiato, si sentì afferrare per le spalle e sollevare di peso; un attimo dopo era al sicuro fra due braccia calde e confortanti. Non ebbe bisogno di alzare lo sguardo per capire che si trattava di Riley Holland, il suo profumo di sigaro e acqua di colonia era inconfondibile. Ma cosa ci faceva lì?
Un altro fragoroso tuono scoppiò con violenza proprio sopra di loro, la pioggia venne giù subito dopo, prima lentamente, poi sempre più incalzante e infine violenta, e tutto intorno si fece fosco e assordante. Confuso. Mable si sentì sospingere verso il centro della pista da ballo e si ritrovò con le spalle addossate a una delle colonne del palchetto centrale, ancora più vicina al signor Holland. Inspirò, espirò e poi tornò a inspirare. Fu in quel momento che si rese conto che non era in cerca di ossigeno, ma di quell’odore, quel perfetto connubio; una droga che droga non era, ma che sembrava toglierle ogni controllo. E Mable non voleva perdere il controllo. Ma allora come mai lo stava stringendo? Perché si sentiva così al sicuro tra le sue braccia? E per quale insensato motivo stava sollevando il viso? E, soprattutto, perché Riley Holland la stava guardando in quel modo e si stava avvicinando a lei? Fissandolo negli occhi nocciola si disse che doveva porre fine all’assurdità della situazione, ma invece di prenderlo a pedate, allontanarlo o semplicemente redarguirlo si sollevò sulle punte e andò incontro a quelle labbra che mai avrebbe immaginato di voler baciare.


Cosa ne pensate? Sembra proprio carino.
Vi lascio con una nota conclusiva dell'autrice:

Mable - Macaron e una tazza di tè è il secondo di una serie in cui racconto la vita di quattro amiche. Quattro romanzi, uno per ogni amica.
La particolarità di questa collana è che non solo i romanzi sono concatenati tra loro, ma si svolgono nello stesso lasso di tempo dando origine a degli intrecci di trama tra l’uno e l’altro romanzo.



Buona lettura!