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Ilaria Vecchietti, autrice del racconto "L'ultima chance...", e dei romanzi fantasy "La Libertà figlia del Diavolo", "L'Isola dei Demoni" e "L'Imperatrice della Tredicesima Terra". E altri racconti pubblicati in raccolte.
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martedì 4 gennaio 2022

Segnalazione: Sarah Gilmore La Custode di Fabio Fanelli

Segnalazione:

Sarah Gilmore

La Custode

di

Fabio Fanelli



Buongiorno lettori,
per Sága edizioni vi segnalo il romanzo: "Sarah Gilmore - La Custodedi Fabio Fanelli.


Un urban fantasy con un pizzico di sentimenti, amicizia, azione e battaglie e magia. Tanta magia.


Biografia:
Fabio Fanelli, classe 1987 nasce a Capua. Si trasferisce a Pignola, piccolo paese della provincia di Potenza, Basilicata. Dopo aver frequentato l'Istituto tecnico commerciale Giovanni Falcone, si laurea in informatica.
Attratto da sempre dall'arte, prende parte, come danzatore non professionista, per due anni consecutivi allo spettacolo della Grancia a Brindisi di montagna, che mette in scena la Storia bandita.
Lavora presso una società privata di data entry.
Accanito lettore, sente fin da piccolo l'esigenza di esprimere i propri pensieri e raccontare nuove storie. Dopo aver terminato gli studi, si dedica alla realizzazione del suo primo romanzo. 
Nei suoi testi, rivolti per lo più ai giovani, ama comunicare messaggi di lealtà, di coraggio e forza d'animo valorizzando i legami di amicizia e dando spazio all'amore in ogni sua forma ed espressione.



Gene
re:
 
romanzo Urban Fantasy
Editore: Sága edizioni
Data di pubblicazione: 5 novembre 2021
Numero pagine: 144
Prezzo cartaceo: 16,90€
Link per l'acquisto su Amazon:


Sinossi:
Tre maghi, Morgante, Rufus e Samuel, scelgono di tramandare il loro sapere magico attraverso un Grimorio. Avendo attirato le attenzioni di un’antica congrega di maghi, gli Oscuri, che vogliono utilizzare quel sapere come arma, decidono di inserire un incantesimo di protezione. In questo modo, il libro potrà essere letto solo da una persona pura di cuore: la Custode.
Questo titolo si tramanda di generazione in generazione, fino a Sarah Gilmore, una ragazza come tante, che frequenta l’università, con una famiglia adottiva che le vuole bene e con al suo fianco Irina, la sua migliore amica.
La ragazza non sa ancora di essere la Custode del Grimorio, ma sa che un senso di vuoto le attanaglia le viscere.
Un giorno, una donna misteriosa entra nella sua vita: è Atena e le svelerà la sua vera identità.
Sarah dovrà essere abbastanza forte da sconfiggere gli Oscuri e impedire che il Grimorio cada nelle mani sbagliate, ma è solo l’inizio.



Molto interessante, lo leggerete?

Buona lettura!

mercoledì 29 dicembre 2021

Segnalazione: Die Glocke La Campana di Bud Ariosis

Segnalazione:
Die Glocke
La Campana
di
Bud Ariosis



Buongiorno lettori,
per Brè Edizioni vi segnalo il romanzo "Die Glocke – La Campana" di Bud Ariosis.


Biografia:

Bud Ariosis vive e lavora a Napoli. Laureato in giurisprudenza, è un appassionato lettore di gialli classici della Golden Age inglese e devoto cultore di Gerard de Villiers.

Nel 2020 ha pubblicato, con Brè Edizioni, il thriller Dossier Haudegen.




Gene
re: romanzo fantasy / storico / noir
Editore: Brè Edizioni
Data di pubblicazione: 12 ottobre 2011
Numero di pagine: 134
Prezzo cartaceo: 10,00€
Prezzo ebook: 2,99€ (gratis con Kindle Unlimited)
Link per l'acquisto su Amazon:



 
Sinossi:

Gli storici sono ormai concordi nell’affermare che gli scienziati nazisti fossero a un passo dalla bomba atomica, ed è indiscutibile il contributo offerto agli USA da Wernher von Braun, il padre delle V2, nel mandare il primo uomo sulla luna. Dopo la seconda guerra mondiale e sino ai nostri giorni, una lunga serie di indiscrezioni giornalistiche ha alluso al rinvenimento di studi progettuali relativi alle WunderWaffen, le armi segrete di Hitler. Macchine così sofisticate e avanzate da ipotizzare che alcune di esse fossero state realizzate con tecnica di “reverse engineering” da tecnologia aliena rinvenuta in Antartide, e custodita nella cosiddetta “Base 211”, il sito preposto alla rinascita del quarto Reich, quando essa fosse divenuta possibile. Così come da otto decenni si dibatte sul trasferimento di alcuni di tali manufatti presso l’Area 51, in Nevada, il sito militare USA più protetto del mondo, dove dagli anni ’60 si avvistano gli UFO.

Con un’attendibile ricostruzione storica, e invenzioni futuribili di grande fascino, Bud Ariosis offre la sua personale interpretazione a tali domande in un libro da leggere tutto d’un fiato sino all’ultima pagina. Dopo il grande successo di Dossier Haudegen, un altro romanzo che mescola storia vera a fantasia.


Vi lascio anche un estratto:

L’ufficiale si scostò facendoli accedere e poi richiuse l’uscio, rimanendo fuori in attesa.

Joachim Kruger e Alois Bolhen, avanzarono solo d’un passo, poiché il capo del Reich era in piedi davanti al grande globo terreste sul fondo della stanza e lo fissava assorto, come non si fosse accorto di loro.

La debole luce invernale filtrava dalle tre aperture vetrate conferendo ai marmi del pavimento un’opalescenza ovattata, in contrasto con la massa scura dei lacunari in rovere presenti sulla volta. Nel monumentale camino in pietra alle spalle della scrivania ardeva un fuoco che riscaldava a malapena l’aria.

«Credete che esistano mondi simili al nostro all’interno della galassia?» chiese ad alta voce l’anfitrione.

«Ciò è alquanto probabile» ammise Kruger, approvato da Bolhen.

Frattanto Heinz Linge, il cameriere personale, bussò alla porta e una volta autorizzato, entrò sorreggendo un vassoio d’argento sul quale erano allineate una teiera fumante, delle tazze in porcellana e alcune fette di torta Sacher. 

Hitler riprese un tono amabile e invitò gli ospiti a servirsi.

Visto il freddo invernale, questi avrebbero preferito bere qualcosa di forte, ma il Führer era notoriamente astemio e non gradiva si consumasse alcol in sua presenza. 

Finito l’intermezzo, i due fisici stesero sulla scrivania il progetto in scala col capitolato tecnico, e Kruger iniziò a esporne le caratteristiche salienti.

 «Col suo permesso, inizieremmo dalla navicella. Dopo numerose prove aerodinamiche, abbiamo verificato che la forma più efficace sia quella di una campana. Ciò che denominiamo “Die Glocke” sarà un manufatto alto sei metri, composto da un cilindro cavo con funzione di abitacolo a due posti, affogato nel ventre della struttura esterna. Le superfici metalliche saranno solcate solo dalla feritoia circolare a tre strati, formati da una lastra di vetro temperato all’interno di due pannelli acrilici, e la costruzione non presenterà saldature, perché formata da un unico blocco in lega di piombo e niobio contro le radiazioni, rivestito da carburo di silicio per proteggerla dalle elevate temperature. La campana esterna può girare a trecentosessanta gradi su se stessa, in quanto scorre su cuscinetti radiali a sfere SKF, in grado di sopportare carichi assiali e intenso calore. Abbiamo testato vari composti sino a trovare quello adatto: le superfici saranno fosfatate al manganese per migliorare l’adesione dell’ingrassaggio al metallo e lubrificate a vita tramite un composto a base di grafite.»

 «Un oggetto davvero notevole!» esclamò Hitler «però desidero che “Die Glocke” esprima anche visivamente gli emblemi della sua origine.»

Il Führer prese una matita e abbozzò uno schizzo a margine del capitolato. Era in grado di farlo, da giovane aveva studiato Arte. Sotto lo sguardo attento dei fisici, aggiunse una svastica stilizzata sul corpo principale della campana e accennò una serie di rune germaniche a contornarne la base.

 «Sarà fatto!» promisero i due, e finito il preambolo, Kruger proseguì.

«Il suo incarico ci ha imposto di affrontare due punti cruciali.  Il primo è quello attinente la generazione di antimateria in quantità idonea ad aprire un cunicolo spazio-temporale.  Ebbene, la mia soluzione consiste nella costruzione di un acceleratore di particelle. Un enorme anello nel quale lanciare a velocità crescenti, sino a raggiungere frazioni di quella della luce, protoni e antiprotoni per farli collidere tra loro, giacché l’annichilimento delle due entità produrrà antimateria. Il punto di impatto andrà posizionato poco sopra l’apice della campana affinché lo squarcio gravitazionale la attiri al suo interno. Tuttavia, per rendere attuabile il progetto occorrerà affrontare un’opera di costruzione titanica, in quanto dai miei calcoli l’anello sotterraneo dovrà avere un diametro di 2700 chilometri, pertanto, sarà possibile edificarlo solo nelle sterminate steppe russe, con manovalanza reclutata nelle popolazioni sottomesse, appena il Reich si sarà espanso come nei suoi disegni. Inoltre, sarà necessario attendere lo sviluppo di tecnologia atta a costruire grandi magneti di accelerazione da mille Tesla, oggi impossibili da concepire.» 

Hitler restò colpito dall’esposizione, poi diede la parola a Bolhen, il quale iniziò a spiegare:

«Io invece mi sono occupato di estrapolare dalla massa indistinta di cunicoli spazio-temporali, due specifici condotti di attraversamento: uno recante a un momento del passato e l’altro riportante al presente. La chiave per viaggiare nel tempo è la luce. La sua onda attraversa l’universo dall’origine, dunque è il solo metro di paragone cui riferirsi per misurare la distanza tra diverse dimensioni temporali come postulato nella mia equazione, la cui risoluzione identificherà la giusta frequenza spettrale tendente al blu per il cunicolo temporale a ritroso, e l’altra volgente al rosso per quello di ritorno.»

«Quanto ci vorrà per risolverla?» domandò Hitler.

«Mein Führer, l’equazione lineare presenta ventiquattro milioni di variabili e oggi non è ancora definibile, ma lo sarà in futuro. Nell’attesa, ho concepito una sorta di “fari” di navigazione per “Die Glocke”, uno sulla terra e l’altro per l’iperspazio, in base ai quali orientare la direzione della navicella, assicurando rilevamenti di tipo polare, affinché l’asse 0°/180° sugli indici rappresenti pure l’asse longitudinale della campana, fornendo la rotta. Per quello terrestre mi sono rifatto al principio di induzione elettromagnetica, assemblandone uno girevole all’interno di un radiogoniometro graduato, munito di un’antenna collegata elettricamente al ricevitore. Lo strumento è in grado di captare segnali a onde lunghe che saranno emessi da una stazione di terra, indicando direzione e verso di provenienza del segnale e fornendo la posizione angolare rispetto alla fonte. Per quello dell’iperspazio ho predisposto una tecnica di sintonia simile, mediante uno strumento composto da uno spettrometro di massa capace di coprire l’intera banda, abbinato a un circuito di sintonia per agganciare la radiazione identificativa dei due condotti.» 

Hitler fece una pausa per soppesare le parole, e commentò: «Mi compiaccio con voi! Grazie alla vostra dedizione, in pochi anni avete raggiunto risultati notevoli. Anche se i tempi non sono maturi per realizzare l’obiettivo finale, ne avete gettato solide fondamenta. Disporrò affinché sia assegnata a ciascuno una cattedra alla Facoltà di Fisica come professori aggiunti, ma prima di restituirvi alla vostra carriera, devo chiedervi un ultimo servigio per il Reich. Verrete inquadrati nei ranghi delle SS come membri onorari affinché abbiate maggiore libertà d’azione, e vi unirete all’esplorazione scientifica in partenza per l’Antartide che ha lo scopo di annettere nuovi territori alla sovranità germanica, e verificare l’esistenza del grande Rift navigabile sotto alcune cavità naturali. Sfrutterete tale spedizione per trovare una caverna adatta alla costruzione per “Die Glocke”, e quando l’avrete individuata, vi farò raggiungere da unità di appoggio recanti materie prime, attrezzature e uomini. La messa in opera avverrà durante i brevi mesi dell’estate antartica, mentre per i restanti vi appoggerete in Argentina, presso il Governo amico di Peròn.»  

«Faremo come ordina, ma ciò naturalmente comporterà tempi più lunghi per l’assemblaggio rispetto a un impianto vicino» precisarono gli scienziati.

«Ne sono consapevole, tuttavia entro un anno la Germania entrerà in guerra per espandere il proprio spazio vitale in Europa. Il vecchio continente sarà teatro di un sanguinoso conflitto, e voglio che la costruzione avvenga in totale segretezza.»



Interessante, cosa ne dite?

Buona lettura!

mercoledì 22 dicembre 2021

Segnalazione: Socc’mel di Ivano Mingotti

Segnalazione:

Socc’mel

di
Ivano Mingotti



Buongiorno lettori,
per Brè Edizioni vi segnalo il romanzo: "
Socc’mel" di Ivano Mingotti.


Biografia:
Ivano Mingotti, classe 1988, è autore di romanzi, sceneggiatore e creator. Ha all'attivo 13 romanzi pubblicati per medio-piccoli editori, 3 sceneggiature teatrali depositate in SIAE e gestisce il canale Youtube “BookTopics” attraverso il quale intervista personalità di spicco del panorama nazionale italiano (tra gli altri Marco Rizzo, Cicap, Inaf, etc.). Ha gestito per anni le collane Nuove Luci e Idea di Amande Edizioni.

Contatti autore:
Instagram ivano_mingotti 




Gene
re:
 romanzo umoristico / dissacrante / surreale / fantasy
Editore: Brè Edizioni
Data di pubblicazione: 2 ottobre 2021
Numero pagine: 184
Prezzo cartaceo: 12,00€
Prezzo ebook: 2,99€ (gratis con Kindle Unlimited)
Link per l'acquisto su Amazon:




Sinossi:
Pietro è un truffatore senza remore né paura; gode del brivido di fregare l'altro e di scamparla, e la sua vita è costellata da continue fughe e tradimenti. Un bel giorno, però, il mondo decide di finire. E Pietro non può certo truffare l'Apocalisse. Una tragicommedia ambientata nell’Italia attuale, mentre i Quattro Cavalieri danno fuoco al mondo e Gesù Cristo fa surf sulla Statale 33. Un romanzo dissacrante, divertente, per sorridere mentre si riflette su concetti profondi.


Eccovi anche un estratto:

Sì, Lui. Per la terza volta di fila passa davanti a casa mia pattinando sulla via, avanti e indietro. La veste lunga, di un bianco candido, una coroncina sulla testa, lunghi capelli sulla carnagione olivastra. Sì, schettina direttamente sul cemento. Peccato che non indossi nessun pattino, sta pattinando sulla strada a piedi nudi, così come camminava un tempo sull’acqua, a quanto si dice. Perché non può essere che lui.

Gesù Cristo.

Rimango sbalordito a osservarlo, il ciuchino che lo fissa mentre torna e va, torna e va di nuovo. Mi chiedo se sia qui per me o se si stia solo divertendo, certo la coincidenza è devastante. Tasto il bancone della cucina con la punta delle dita in cerca del bicchiere d’acqua lasciato poco prima senza scollarmi dalla finestra, e non riesco a slacciare gli occhi da Lui. È pure bravo, a pattinare. Insomma, mi verrebbe da dire che pattina da Dio, ma è troppo scontata come battuta.

Alla quinta volta che passa mi nota di sfuggita, e al suo ritorno fa un breve giro su se stesso tenendo i piedi a papera, quindi si mette anche Lui a fissarmi. Rimaniamo così per chissà quanto.

«Ehi!» mi strilla dalla strada.

Io mi guardo intorno, cerco alle mie spalle, quindi punto un dito sul mio petto, come a chiedere se si stia rivolgendo davvero a me.

«Vedi qualcun altro?» mi fa.

Scuoto la testa, no, è ovvio che stia parlando con me.

«Ti ho visto che mi spiavi» grida.

Gesticolo, gli faccio capire che no, non stavo assolutamente spiando. Quello viene più vicino, pattinando ora anche sull’erba del giardino, deviando per superare ciuchino con una manovra elegante, quindi arrivando alla finestra, a pochi centimetri dalla mia faccia. Batte sul vetro.

«Apri.»

Annuisco, e cerco un modo per girare la maniglia. Sono nervoso, impacciato, ho davvero difficoltà ad aprire.

«Va bene, ho capito» e batte le mani. Incredibilmente, la finestra mi si apre davanti, come se il vetro non fosse mai esistito, mentre una breve brezza prende a solleticarmi il viso. Sento l’odore di Gesù Cristo, è buono: non so che profumo mi ricordi, ma qualcosa di ricco, fruttato.

«Allora, perché mio padre ti manda a spiarmi?» mi chiede.

«No no, io...»

«Dai, per favore. Non c’è bisogno di fare tutti questi giri. Cosa ti ha promesso?»

«No no, sul serio, non la stavo guardando, io...» cerco di farfugliare qualcosa.

«Come no.»

«No no, glielo giuro!»

«Certo, stavi solo sorseggiando un bicchiere di vino guardando le nuvole in cielo, vero?»

«No no, è acqua!» mi volto per cercare il bicchiere e farglielo vedere. Lo prendo in mano, e appena mi volto per mostrarglielo il contenuto si rabbuia, diventa violaceo, è tale e quale al vino rosso. Porco cane.

«Eh lo so, succede.»

«Ma io...» farfuglio di nuovo. Porto il bicchiere davanti al volto, cerco di capire.

«Piaciuto? Te l’ho fatto addirittura no look. Figo, no?» sembra divertito.

«Sì, figo.»

«Assaggia, su.»

Annuisco. Porto il bicchiere alla bocca con una certa paura, quindi butto giù un sorso. Che Dio mi fulmini se non è Barbera.

«O preferivi un Sangue di Giuda?» mi chiede, divertito.

«No no.»

«Allora, perché mi vuol far spiare?»

«Non lo so, io ero soltanto...» non faccio in tempo a finire la frase che mi ficca un indice teso davanti alla bocca.

«Shhhh. Non c’è bisogno. So benissimo quanto può essere persuasivo mio padre, su. Che ti ha promesso, la vita eterna? Un posto alla sua destra? No, aspetta!»

«Cosa?» cerco di mormorare, con la bocca mezza tappata dal suo dito.

«Un attico in Paradiso. Ecco, lo sapevo, di nuovo. Santo cielo!» e finalmente mi toglie il dito dalla bocca.

«Io non...»

«No no no, lo capisco. Voi mortali siete così, non potete farci niente. Vi fanno una promessa, vi prendete bene, e tac, ci cascate. Che poi non capisco perché voglia farmi spiare. È la fine del mondo, potrò divertirmi un po’, no?»

Annuisco, sono decisamente spaventato: ho notato sotto il dito teso una delle due stigmate, in pieno palmo.

«Vabbè dai, perdonato, non ti preoccupare. Ma tu come ti chiami, hai detto?»

«Pietro.»

«Ah sì, Pietro. Bel nome eh. Eh, certo che... no no, scusami, solo brutti ricordi. Quando un amico ti tradisce così, sai...»

«Ti tradisce?»

«Sì sì, tradisce, tradisce. Ma roba di secoli fa, non preoccuparti. È che è un po’ una ferita aperta» e si strofina il mento con la mano, la stigma in bella vista.

«Eh, aperta» mormoro.

«Che devo dirti la verità, eh, dopo quella storia della crocifissione avevo anche una mezza idea di mandarvi tutti a fanculo e chiedere a papà il favore di mandarvi all’inferno, ma sai, mio padre non avrebbe mai accettato. Sai com’è, il suo grande piano.»

«All’inferno?» biascico.

«Sì, l’inferno. Sai, quello con le fiamme altissime, i diavoli che ti pungono il sedere, le punizioni. L’inferno, insomma. Te ne avrà parlato papà.»

«In realtà no.»

«Ma sì, Pietro, dai, lo so che usa sempre la minaccia dell’inferno con voi, non fare il timido. A me puoi anche dirlo, a volte è davvero antipatico. Sì, molto antipatico, a volte. È che quando sei lassù ti credi chissà chi e... capisci?»

«Certo, certo» butto giù un altro sorso di vino. Me ne servirebbe una bottiglia intera, diamine. Continuo a fissargli le stigmate, e dalla fronte ha cominciato a scendergli una lacrima di sangue.



Molto interessante, lo leggerete?

Buona lettura!

martedì 21 dicembre 2021

Segnalazione: Le Rune di Leif di Carlo Cavazzuti

Segnalazione:

Le Rune di Leif

di

Carlo Cavazzuti



Buongiorno lettori,
per Sága edizioni vi segnalo il romanzo: "Le Rune di Leifdi Carlo Cavazzuti.


Biografia:

Carlo Cavazzuti nasce a Mirandola, in provincia di Modena, nel 1983. Si diploma come perito chimico industriale presso l’I.T.I.P. Enrico Fermi di Modena e di seguito si laurea in biologia ed ecologia marina presso l’università di Messina. Dopo essersi dedicato per diverso tempo alla fotografia, ricevendo premi a livello nazionale e internazionale, si diploma come direttore della fotografia e montatore presso l’Accademia Nazionale del Cinema e, due anni dopo, consegue il master di primo livello “Autore per il cinema, web e TV”.  È inoltre maestro nazionale di scherma storica, direttore di gara e arbitro internazionale per la scherma storica, regionale per le discipline olimpiche, nonché delegato nazionale C.S.E.N. (Centro Sportivo Educativo Nazionale) per la scherma nella regione Emilia Romagna.
Tra il 2012 e il 2017 scrive diversi soggetti e sceneggiature per documentari e cortometraggi. Nel 2015 l’esordio in libreria con il saggio storico-schermistico “Gladiatoria”, una traduzione e analisi tecnica di un manuale per duellanti: Ms. Germ. Quart. 16, in lingua pregermanica della prima metà del 1400, edito da Gilgamesh Edizioni. Prima opera la mondo trattante il manoscritto tedesco ad essere pubblicata.
Nell’aprile 2020 pubblica con Lupi Editore “La ragazza della musica” già finalista al premio nazionale “Felix”, un libro al momento solo digitale, ma in una veste narrativa diversa dal solito, sotto forma di coloratissimo diario di una adolescente anaffettiva.
Il suo inedito storico “Le rune di Leif” si classifica finalista al premio internazionale “Autori Italiani” mentre l’inedito noir “Una strana settimana” è finalista alla terza edizione del premio “Un giallo x 1000”.




Gene
re:
 
romanzo fantasy
Editore: Sága edizioni
Data di pubblicazione: 10 settembre 2021
Numero pagine: 310
Prezzo cartaceo: 17,99€
Prezzo ebook: 3,99€ (gratis con Kindle Unlimited)
Link per l'acquisto su Amazon:



Sinossi:
Leif Gnupasson sogna di combattere a fianco ai suoi fratelli vichinghi, ma un giorno, durante una partita di hok, un corvo - che solo lui può vedere - scombina completamente le aspettative sul suo fato. Questa è solo la prima di cinque visioni che sconvolgeranno, negli anni, la sua vita. Assieme a sua cugina, si reca dalla volva Gilla, a chiedere numi sulla sua visione. Con ella scoprirà di essere in un rapporto privilegiato con gli AEsir. Essi hanno altri piani per lui... Sono tante le vite che Leif vive e quelle che gli Dei scrivono sulla sua strada. Viaggi di potere, di misticismo e di legami di sangue - e non - che lo faranno attraccare a terre sconosciute e gli faranno conoscere culture, tradizioni e lingue diverse, che parte da Leksivfalla, suo paese natale in Norvegia, per giungere infine a Costantipoli.


Molto interessante, lo leggerete?

Buona lettura!