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Ilaria Vecchietti, autrice del racconto "L'ultima chance...", e dei romanzi fantasy "La Libertà figlia del Diavolo", "L'Isola dei Demoni" e "L'Imperatrice della Tredicesima Terra". E altri racconti pubblicati in raccolte.
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venerdì 27 novembre 2020

Segnalazione: Il letto del costruttore di yacht di Kris Pearson

Segnalazione:
Il letto del costruttore di yacht

di
Kris Pearson



Buongiorno lettori,
eccovi il romanzo: "Il letto del costruttore di yacht" di Kris Pearson, tradotto da Marianna N., edito Babelcube.


Con oltre mille recensioni su Amazon arriva finalmente in Italia il primo volume della serie Contemporary Romance South & Sexy dell’autrice Kris Pearson.


Biografia:
Kris Pearson scrive storie d’amore bollenti, innocenti e semplici. Be’, forse non troppo innocenti! Sono storie sexy su coppie che s’innamorano e finiscono a letto, proprio come le persone comuni. È una advertising copywriter e arredatrice d’interni, oltre che scrittrice. L’autrice ha pubblicato anche Un cuore di ghiaccio e Un cuore ritrovato.



Genere: romanzo Contemporary Romance 
Tradotto da Marianna N.
Editore: Babelcube
Data di pubblicazione: 16 luglio 2020
Numero pagine: 211
Prezzo ebook: 2,99€
Link per l'acquisto su Amazon: 




Sinossi:
Una mamma single e un miliardario. Una bellissima casa che ha bisogno del suo tocco professionale e un uomo bellissimo che ha ancora più bisogno del suo amore.

Una giornata ventosa… Un cartello pubblicitario che vola via… un tremendo schianto. Sophie Calhoun non sapeva come avrebbe potuto ripagare il danno a quella auto costosa. Sta lottando per riuscire ad aprire il suo studio di design e dare una casa a sua figlia.
Dalla Jaguar nera scende il furibondo magnate Rafe Severino, il costruttore di yacht di lusso. Furioso. Assolutamente splendido, e ha un disperato bisogno di una bravissima arredatrice di interni per la sua imponente villa sul mare.

Una storia commovente di famiglia, amore, perdita e correnti pericolose.

ATTENZIONE: Troverete un uomo determinato dalla pelle dorata che sa come muoversi sulle barche, con le persone e tra le lenzuola.



South & Sexy Romance Series:
1. Il letto del costruttore di yacht (Sophie e Rafe)
2. SEDUCTION ON THE CARDS (Kerri e Alex)
3. RESISTING NICK (Sammie e Nick)
4. OUT OF BOUNDS (Jetta e Anton)
5. THE WRONG SISTER (Fiona e Christian)
6. RAVISHING ROSE (Francesca e Jake)
7. HOT FOR YOU (Melanie e Cody)


Ecco anche un estratto:

CAPITO 1 BANG

Rafe Severino batteva le mani sul volante a tempo con una vecchia hit dei Rolling Stones. Gli Stones non ottenevano ‘satisfaction’ e nemmeno lui. La sua società, la Severino Superyachts New Zealand, sembrava inarrestabile. Ma a livello personale Rafe era perso in un vuoto cosmico.
E lo sapeva.
Non sopportava l’idea che il suo matrimonio fosse stato un disastro. Detestava essere l’ultimo dei figli a crearsi una famiglia. Detestava il modo in cui i suoi genitori riempivano di attenzioni i suoi fratelli minori e i loro figli, accorgendosi a malapena dell’esistenza del loro primogenito.
Odiava ancora di più il fatto di risentirsene.
Davanti a lui un pick-up occupò tutta la carreggiata prima di fare retromarcia in un vicolo. Rafe rallentò e poi si fermò per lasciare al guidatore spazio per manovrare.
La brezza marina si era alzata. Una bandiera sventolava e sbatacchiava vicino all’asta. Una lattina di Coca Cola vuota rotolava nel canale di scolo. Dentro la Jaguar con il volume a palla, Rafe vide le due cose senza sentire nessuna delle due. La soddisfazione era molto lontana.
Fece un respiro profondo e cercò di concentrarsi su qualcos’altro.
Il suo sguardo vagò sulle gambe di una bionda, con i tacchi alti e un cartello a cavalletto in mano, che si stava avvicinando a una porta. Il vento le scompigliava le lunghe ciocche, nascondendole parte del viso come un velo dorato e sexy, ma c’era qualcosa in lei che gli sembrava familiare.
Poi il vento le sollevò l’orlo della leggera gonna blu, catturando completamente la sua attenzione.
Con evidente disappunto della donna il cartello cominciò a scivolare, e lui riuscì a leggerle sulle labbra una breve e secca imprecazione. Sorrise davanti alla sua evidente frustrazione e continuò a osservarla mentre con una mano cercava di afferrare i capelli svolazzanti, tenendo stretto il cartello pubblicitario con l’altra.
E poi la riconobbe, era un’assistente di Faye. Josie o Susie o qualcosa del genere. Forse la sua ambiziosa ex moglie aveva dei nuovi uffici di cui non era a conoscenza? Si stava espandendo o fallendo?
Preso da un misto di curiosità e dal ricordo delle buone maniere che gli aveva insegnato sua nonna parcheggiò la sua enorme auto e spense musica e motore. A quel punto una raffica di vento più forte strappò il cartello dalle mani della donna facendolo finire sul marciapiede. I due pezzi del cartello si staccarono e lei saltò su uno dei pezzi per tenerlo fermo a terra come una bambina che giocasse a Campana. L’altra metà volò via e colpì la parte anteriore della sua auto.
Si sentì un bang. Uno schianto. Un suono che non prometteva nulla di buono. Rafe si unì alle imprecazioni della donna e scese dall’auto. Chiuse la portiera con un forte tonfo e si avvicinò per constatare il danno.
La ragazza era rimasta come paralizzata, tutta gambe, gonna e capelli svolazzanti, come fosse appollaiata sulla sua piccola tavola da surf.
Una volta raccolte le ciocche di capelli lucenti, sul suo viso apparve un’espressione di orrore e le pupille si dilatarono.
La rapida ispezione di Rafe confermò che il fanalino posteriore doveva essere riparato al più presto. Le lanciò un’occhiataccia glaciale. «Bel lavoro.»
«Mi dispiace tanto» rispose lei con una vocina spenta.
Non fidandosi di quello che avrebbe potuto dire, Rafe estrasse il cellulare e iniziò a scorrere la rubrica per trovare il numero di telefono del concessionario della Jaguar.
«Sono così dispiaciuta» ripeté lei. «La ripagherò in qualche modo.»
«Ovvio.»
«È stato un incidente» aggiunse lei un po’ sulla difensiva.
Rafe alzò una mano per zittirla mentre il concessionario rispondeva. Si girò per continuare la conversazione e la concluse con «Verso le due? Grazie amico, ti devo un favore.»
Riportò lo sguardo sulla donna. Adesso aveva le spalle dritte mentre stringeva forte metà dell’insegna e dall’espressione sembrava che stesse per salire sul patibolo.
Cristo, dacci un taglio! Non è stata colpa sua e possono riparare l’auto per questo pomeriggio.
«Sì, ha ragione» disse lui, addolcendo il tono di voce, rendendosi conto dell’evidente panico della donna. «Non è colpa di nessuno. Ero solo preoccupato di non poter usare l’auto stasera.»
«Le cose brutte arrivano sempre tutte insieme» disse lei. «Almeno ce le siamo levate di torno. Prima il fanalino. Poi l’impossibilità di usare l’auto. E terzo, il mio cartello pubblicitario rotto. Ne avevo davvero bisogno.»
Rafe si voltò e raccolse l’altro pezzo, integro ma sganciato dal cardine. «Non staranno mai insieme con queste viti così piccole. Josie, giusto?»
Lei scosse la testa. «Sophie. E lei è il signor Severino. Ho lavorato…»
«… per Faye. Sì, lo so. Le riparerò io il cartello.»
«Perché dovrebbe farlo? Dopo averle danneggiato l’auto?»
Rafe ignorò il tono tagliente della domanda. Aveva reagito in maniera eccessiva. Non c’era da stupirsi che lei fosse così permalosa.
«Perché sono una persona disponibile. Mi stava dicendo di Faye?»
«Faye? Faye e io… abbiamo preso strade diverse» borbottò lei, evitando il suo sguardo.
«A quanto pare sembra una cosa ricorrente. Anche io e Faye abbiamo preso strade diverse.»
«No! Quando?» disse d’impulso lei, guardandolo di nuovo con quei suoi enormi occhi grigi. Poi recuperò le buone maniere. «Mi scusi. Sono sorpresa. Non lo sapevo. Pensavo foste la coppia perfetta.»
Sul viso dell’uomo apparve un cupo sorriso.
«Ne ero convinto anch’io, fino a pochi mesi fa.»
Quindi Faye aveva nascosto che si erano separati? Interessante.
Rafe diede un’occhiata più da vicino al cartello. «Com’è questo posto? Sono bravi?»
«Davvero molto bravi.»
Rafe sentì un tono di sfida o di difensiva in quelle tre parole brusche. Aspettò che dicesse altro. Ma lei non lo fece.
Pensò alla sua casa quasi finita e agli interni trascurati. «Ho bisogno di un arredatore d’interni. Qualcuno bravo come Faye.»


Cosa ne pensate?
Lo leggerete?

Buona lettura!

giovedì 2 luglio 2020

Segnalazione: I luoghi oscuri del cuore di Jill Barnett

Segnalazione:
I luoghi oscuri del cuore
di

Jill Barnett



Buongiorno lettori,
eccovi "I luoghi oscuri del cuore" il nuovo romanzo di Jill Barnett, edito Babelcube Inc., tradotto da Marianna N..
Jill Barnett la conosciamo già per i romanzi Un’adorabile sognatrice, Una ragazza incantevole, Un Cavaliere Tutto Suo (titolo originale: "A Knight In Tarnished Armor") e Grace l’Indomita (titolo originale: Saving Grace), tutti tradotti da Isabella Nanni ed editi da Babelcube.
In più le novelle natalizie "Daniel e l’Angelo", tradotta da Marianna N., "L'eroe di Eleanor" e "Penny portafortuna", tradotte da Isabella Nanni.


Biografia:
JILL BARNETT incanta i lettori con il suo mix di storie originali fatte di amore e risate. Publishers Weekly ha dato al suo libro, Il cavaliere dei miei sogni (I Romanzi Mondadori), un’opinione stellare, definendolo “esilarante... I suoi personaggi sono gioiosi e freschi, il suo stile è piacevole da leggere, come un raggio di sole estivo.” Detroit Free Press al libro Joy la strega (I Romanzi Mondadori), uno dei migliori libri dell’anno, hanno dichiarato, “La Barnett ha uno stile fantastico perché con una battuta riesce a dare vita a una storia d’amore.” Tutti gli altri suoi libri hanno avuto il plauso della critica e da allora sono apparsi nelle classifiche dei bestseller del New York Times, USA Today, Publishers’ Weekly, il Washington Post, Barnes and Noble e Waldenbooks, che ha assegnato a Jill il premio National Waldenbooks. Ne sono state stampate 7 milioni di copie e le sue opere sono state pubblicate in 21 lingue. Jill vive con la sua famiglia nel Nord-Ovest del Pacifico.



Genere: Romanzo contemporaneo
Editore: Babelcube Inc.
Traduzione di Marianna N.
Data di pubblicazione: 12 dicembre 2019
Numero pagine: 403
Prezzo ebook: 5,77€
Link per l'acquisto su Amazon: 





Sinossi:
L’autrice bestseller del New York Times, Jill Barnett trascina i lettori nella calda costa della California in una storia profondamente commovente sul potere del perdono.

Una sera fatidica cambia la vita e il destino di tre donne innocenti: Kathryn, Laurel e Julia Peyton quando incrociano la strada del ricco magnate del petrolio californiano Victor Banning e i suoi nipoti Jud e Cale, che ha allevato per diventare proprio come lui: predatori affamati in un mondo uomo-mangia-uomo... Almeno fino a quando non incontrano una giovane donna di nome Laurel Peyton e tra loro cambia tutto.

Dicono de I luoghi oscuri del cuore:
“Ritmo veloce e provocatorio… I luoghi oscuri del cuore è un romanzo potente sul destino, le scelte, i legami familiari, e il modo in cui sono tutti connessi con le nostre vite.”

“Jill Barnett accompagna i lettori in un viaggio sapientemente scritto e profondamente emotivo nei recessi più oscuri del cuore umano.”
—L’autrice de Una scelta impossibile bestseller del New York Times, Susan Elizabeth Philips

“Tragedia, vendetta, amore e ossessione sono le forze in gioco in questa storia avvincente. Piena di indimenticabili personaggi e turbolenti passioni di cui i lettori ne parleranno a lungo dopo aver finito il libro.”
—L’autrice di Primadonna acclamata e premiata dalla critica, Megan Chance

“I lettori che cercano una lettura con i fiocchi la troveranno leggendo questo libro magistrale.”
Romantic Times
“La Barnett ha un innato senso dell’umorismo. I suoi personaggi sono freschi e briosi e il suo stile è piacevole da leggere, una ventata di aria fresca.”

Publishers Weekly


Eccovi anche un estratto:
PRIMA PARTE

1951
Un’offesa è il trasferimento ad altri del degrado che portiamo dentro di noi.
—Simone Weil

CAPITOLO 1

California del Sud
Le serate calde e senza vento erano la norma a Los Angeles, un luogo dove quasi tutto era una messinscena e il clima raramente si faceva notare. Lì, a essere sotto i riflettori erano gli eventi e le persone. Quasi tutte le sere i riflettori illuminavano il cielo da qualche parte in città. Quella sera, di fronte alla Galleria d’Arte La Cienega. C’erano tutti i frequentatori abituali delle mostre d’arte, nomi presenti nelle cronache mondane, antichi e nuovi ricchi, insieme a poeti esistenzialisti e bohémien che riempivano ogni caffetteria da Hollywood a Hermosa Beach.
Noti critici d’arte chiacchieravano di prospettiva e significati, discutevano del messaggio sociale. Adoravano l’artista, una donna vibrante ed esotica le cui enormi tele erano piene di violenti schizzi di colore, e scrivevano del suo lavoro in termini lusinghieri e audaci quanto le opere stesse, paragonandola agli espressionisti astratti come Pollock e de Kooning. Rachel Espinosa era la beniamina della scena artistica di LA, e la moglie di Rudy Banning.
Rudy arrivò in ritardo alla mostra, dopo aver bevuto per tutto il pomeriggio. Suo padre aveva ragione, era un idiota, una cosa che era più facile da ingoiare se accompagnata da una bottiglia di scotch. I riflettori erano spenti quando parcheggiò l’auto fuori dalla Galleria. Una volta dentro, si appoggiò alla porta d’ingresso per riprendere l’equilibrio.
Una coltre di fumo di sigaretta aleggiava sulla marea di baschi neri, cappelli di feltro grigi e chignon. In un angolo, una piccola band suonava uno strano mix di calypso e jazz: una contaminazione tra Harry Belafonte e Dave Brubeck. Il liquore scorreva, c’erano pile di sigarette a ogni pochi metri su alti piedestalli d’argento, e il catering era catalano, insolito, ma utilizzato per suffragare la bugia che sua moglie, Rachel Maria-Teresa Antonia Espinosa, facesse parte dell’alta aristocrazia spagnola. Quella era la sua sera e il suo tocco era ovunque.
Rachel era dall’altra parte della sala, sotto un faretto e davanti a uno dei suoi pezzi più grandi e più recenti, il Ginsberg Howls. La folla la circondava, ma quasi tutti restavano a un metro di distanza, come se avessero paura di avvicinarsi troppo a una simile icona. Un giornalista del Los Angeles Times la stava intervistando, mentre un fotografo con le maniche arrotolate le girava intorno, scattando foto con i flash diretti e accecanti.
Rachel si girò verso la macchina fotografica, assumendo una posa accuratamente studiata che Rudy le aveva già visto fare prima: braccio sollevato, un bicchiere da martini con tre cipolline in mano. Stasera era vestita in arancione brillante. Sapeva bene qual era il suo posto in quella stanza.
Rudy si servì da bere da un vassoio retto da un cameriere di passaggio, poi tracannò il whiskey prima di arrivare a tre metri da lei. All’inizio lei non lo vide, poi si voltò con istintiva repentinità e lo guardò dritto negli occhi. Ciò che successe in quel momento fu solo un pallido ricordo di quello che era stato un tempo, i giorni in cui uno sguardo dall’altra parte di una stanza avrebbe fatto sparire tutto ciò che avevano intorno. L’espressione di sua moglie si addolcì, finché lui non mise il bicchiere vuoto su un vassoio di passaggio afferrandone un altro pieno e poi sollevò sarcasticamente il bicchiere e lo svuotò mentre lei lo guardava senza lasciar trasparire nulla.


Interessante.
Voi cosa ne pensate?

Buona lettura!

giovedì 4 giugno 2020

Segnalazione: Penny portafortuna di Jill Barnett

Segnalazione:

Penny portafortuna

di
Jill Barnett



Buongiorno lettori,
oggi segnalo il racconto "Penny portafortuna" di Jill Barnett, tradotto da Isabella Nanni ed edito Babelcube.
Jill Barnett la conosciamo già per i romanzi Un’adorabile sognatrice, Una ragazza incantevole, Un Cavaliere Tutto Suo (titolo originale: "A Knight In Tarnished Armor") e Grace l’Indomita (titolo originale: Saving Grace), tutti tradotti da Isabella Nanni ed editi da Babelcube.
In più la novella natalizia "Daniel e l’Angelo" tradotto da Marianna N., primo racconto di questa serie e il racconto "L'eroe di Eleanor", tradotto da Isabella Nanni.


Biografia:
Definita “la maestra dei romanzi dell’amore e della risata”, Jill Barnett è un’autrice di fama internazionale con oltre 8 milioni di copie cartacee vendute ed è stata spesso al vertice delle classifiche dei best seller del New York Times, USA Today, The Washington Post, e Publishers Weekly. Con l’avvento dell’era digitale Jill Barnett è stata numero 1 con i suoi 18 libri nella classifica dei titoli a pagamento più venduti su Amazon e ha venduto oltre un milione di copie digitali. In Italia alcuni suoi libri sono stati pubblicati da Mondadori.




Genere: 
Racconto storico
Editore: Babelcube
Data di pubblicazione: novembre 2019
Numero pagine: 75
Prezzo ebook: 2,99€
Prezzo cartaceonon è al momento prevista un’edizione cartacea
Link per l'acquisto su Amazon: 






Sinossi:
New York, fine 1800. Quando il famoso architetto Edward Lowell diventa improvvisamente tutore della nipote di 4 anni, rimasta orfana, la vita che conosceva viene messa sottosopra. Sua nipote è disperata ma quando vede una bambola nella vetrina di un negozio, Ed scorge i primi segni di felicità negli occhi della piccola. Purtroppo la bambola viene venduta prima che Edward possa comprarla, per cui si mette alla ricerca della fabbricante di bambole sperando che lei possa aiutarlo a trovare un modo per curare la sua giovane nipote.
Dall’autrice Jill Barnett, più volte in vetta alle classifiche del New York Times e già pubblicata in precedenza da Mondadori, ecco un incantevole racconto natalizio ancora inedito in Italia.


Vi lascio anche un estratto:
Fine 1800, New York City


Edward Abbott Lowell fu nominato Uomo dell’Anno dai quattrocento stimati membri del più esclusivo club per gentiluomini di New York. Mentre attraversava la grande sala da ballo dello Union Club, stringendo mani dopo il suo discorso di ringraziamento, Edward fu colpito dalla stranissima sensazione che ci fosse qualcosa che non andava. Non con il club o i suoi membri, ma con qualcos’altro, come se l’aria intorno a lui vibrasse anche se non c’era nessun treno nei paraggi.
Pochi minuti dopo, chiuse la porta dietro di lui. Prima di voltarsi e andarsene, guardò la stanza affollata attraverso l’elegante vetrata delle porte che davano sulla terrazza; il salone era pieno di gente in costosi cappotti sartoriali e panciotti su misura, dalle tasche penzolavano molti orologi d’oro e diamanti, una vera marea di baffi, pizzetti e capelli tirati indietro con la brillantina così che tutti i cappelli a cilindro allineati sulle mensole del guardaroba si sarebbero appoggiati sulla testa del proprietario alla giusta elegante inclinazione.
Uomo dell’Anno – l’onorificenza più alta dello Union Club… da non credere. Scosse la testa e si avviò verso la balaustra in pietra che contornava la terrazza del terzo piano e dava sulla Quinta Strada.
Come la maggior parte degli affari più importanti, il suo ultimo e più importante progetto – quello che gli aveva fatto vincere il titolo di Uomo dell’Anno – il Grant Building, era stato negoziato e confermato con una forte stretta di mano proprio in questo club pochi anni prima. E gli ci erano voluti appena dieci anni di duro lavoro, e la grande fortuna di essere selezionato tra gli allievi del Boston Tech per andare a Chicago come pupillo del grande architetto William LaBaron Jenney, prova che anche una scimmia cieca poteva trovare una nocciolina ogni tanto.
E adesso aveva un sacco di noccioline… più di quante suo padre ne avesse perdute nel grande crollo del mercato, più di quante il suo ricco nonno ne avesse guadagnate in tutta la sua vita e il suo bisnonno prima di lui, e Ed aveva appena ventinove anni.
Ma stasera, prima di alzarsi da tavola per andare sul podio, si era sentito di nuovo quel ragazzino, con i nervi tesi, con la sensazione di non essere a suo agio nei suoi stessi  panni. Era tornato con la memoria a quel primo giorno di college, appena due giorni dopo il suo sedicesimo compleanno, quando – da novellino qual era – era entrato timidamente nell’edificio del Back Bay – un edificio che rappresentava le possibilità di tutto ciò che aveva sempre desiderato. Era questo che rappresentava per lui questa serata – il culmine di tutte quelle fantastiche possibilità.


Molto carino, cosa ne dite?

Buona lettura!