Informazioni personali

La mia foto
Ilaria Vecchietti, autrice del racconto "L'ultima chance...", e dei romanzi fantasy "La Libertà figlia del Diavolo", "L'Isola dei Demoni" e "L'Imperatrice della Tredicesima Terra". E altri racconti pubblicati in raccolte.
Visualizzazione post con etichetta Bookabook. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bookabook. Mostra tutti i post

mercoledì 7 aprile 2021

Segnalazione: A tempo di tango. Scacco matto a Buenos Aires di Mario Abbati

Segnalazione:

A tempo di tango.

Scacco matto a Buenos Aires

di
Mario Abbati



Buongiorno lettori,
vi segnalo il romanzo"A tempo di tango. Scacco matto a Buenos Aires" di Mario Abbati, edito bookabook.


Biografia:
Mario Abbati è nato a Roma nel 1966. Laureato in Ingegneria e in Filosofia, con Terre Sommerse ha pubblicato “La donna che ballava il tango in senso orario” e “Il paradiso delle bambole”; con Alter Ego ha pubblicato “Vado a comprarmi le scarpe da tango”, “Decimo piano, interno quattro” e “TanguEros - Storie di ballerini tormentati”.



Genere: romanzo narrativa
Editore: bookabook
Data di pubblicazione: 25 giugno 2020
Numero pagine: 432
Prezzo cartaceo: 16,00€
Prezzo ebook: 6,99€ (Gratis con Kindle Unlimited)
Link per l'acquisto su Amazon: 



Sinossi:
Il Tempo che governa i passi del tango e il corso ordinato degli eventi, all’improvviso, inizia a prendersi gioco del maestro di ballo Toni de Mastrangelo: la sua vita perde ritmo e logica, trascinandolo in una caotica partita a scacchi di cui lui non conosce le regole. La sua fidanzata, la sua auto, la sua scuola di tango danno infatti segni di cedimento sospettosamente sincronizzati, spingendolo a trovare finalmente il coraggio di volare verso il luogo mitico per ogni tanghèro: Buenos Aires.
Bussola disorientata di questo viaggio è il Pangioco, una versione alternativa degli scacchi creata dal misterioso artista argentino Xul Solar, amico intimo di Borges, e acquistata per caso da Toni.
Da questo strano gioco il protagonista verrà trascinato in una sequela di inganni, pericoli e rivelazioni, insieme a collezionisti di tarocchi, un poeta postavanguardista, una conturbante massaggiatrice, un gatto psicologo e un maestro di tango che non balla.


Cosa ne pensate?
Lo leggerete?

Buona lettura!

venerdì 21 febbraio 2020

Segnalazione: Il rifugio del sole di Stefano Maccari

Segnalazione:
Il rifugio del sole
di
Stefano Maccari



Buongiorno lettori,
oggi vi segnalo il romanzo "il rifugio del sole" di Stefano Maccari, edito Bookabook.
Attenzione questo libro non è stato ancora pubblicato, è in corso una campagna crowdfunding e al raggiungimento di 200 copie pre-ordinate verrà pubblicato.
Questo è il link alla campagna https://bookabook.it/libri/rifugio-del-sole/


Biografia:
Sono nato nel 1984 in Liguria, terra in cui ho sempre vissuto e a cui sono strettamente legato. Sono laureato in pianificazione urbanistica e ho diverse passioni: la musica, la fotografia e la birra artigianale. Ho scoperto il piacere della lettura con i romanzi di Wilbur Smith e Michael Connelly. Carlos Ruiz Zafón con il suo “L'ombra del vento” ha fatto scattare in me la voglia di provare a scrivere. “Il rifugio del sole” rappresenta il mio esordio nel mondo della scrittura.

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/ilrifugiodelsoleromanzo/




Genere: romanzsci-fi / fantasy
Editore: Bookabook
Prezzo cartaceo: 16,00€
Prezzo ebook: 6,99€
Link alla campagna https://bookabook.it/libri/rifugio-del-sole/


Sinossi:
Vorresti fare un salto nel futuro e vedere come sarà il mondo tra cent’anni? Puoi immaginarlo tecnologicamente avanzato e con un perfetto rapporto tra uomo e natura, ma i cambiamenti climatici di cui si sente parlare in TV saranno davvero così pericolosi? E se non riuscissimo a fermarli? Immagina allora una Terra rovente, inospitale e senza vegetazione. Come sarebbe la tua vita in un mondo così?
Leonardo e Nicolò vivono in un territorio devastato dal surriscaldamento globale e ogni giorno hanno difficoltà a trovare acqua e cibo. La loro vita è un costante tentativo di non morire. Ma è rimasta la speranza, che li prenderà per mano quando le difficoltà sembreranno insuperabili e li accompagnerà nel viaggio per la sopravvivenza. Insieme cammineranno verso il loro destino alla ricerca di una ragione per continuare a lottare.


Perché ho scritto questo libro?
Questo libro ha lo scopo di sensibilizzare il lettore sul tema dei cambiamenti climatici. È ambientato nel futuro, in un mondo in cui la vita si riduce alla costante ricerca di acqua e cibo. I personaggi si muovono in luoghi profondamente modificati dal surriscaldamento globale e ritrovano elementi del passato, il presente dei nostri giorni. Spero che ogni lettore si interroghi su cosa può fare affinchè il mondo descritto nel romanzo non diventi realtà.


Frase campagna
Sopravvivere. La Terra devastata dai cambiamenti climatici. Un ragazzo alla ricerca d'acqua, cibo e di una ragione per continuare a lottare.


Alcuni estratti:
"Il nuovo giorno arrivò con la velocità di un battito del cuore. Quando aprì gli occhi credeva di aver dormito solo pochi minuti, ma il cielo chiaro gli fece capire che si stava sbagliando. Per qualche istante si guardò intorno, poi le immagini dei ricordi tornarono a fuoco delineando i contorni tragici della giornata precedente".

"Leonardo era seduto su una roccia e osservava il mare davanti a sé, l'acqua calma trasmetteva un senso di pace. Il ragazzo cercava di vedere oltre la superficie, in profondità, ma non riusciva a scorgere nulla. Sapeva che là sotto c'era qualcosa che non avrebbe mai potuto vedere, un mondo ormai perduto."


Curiosità:
Ho iniziato a scrivere il romanzo a ottobre 2015 e ho concluso la prima stesura a settembre 2016, è stato meraviglioso arrivare all'ultima scena e pensare di aver chiuso il lavoro di un anno.
Poi l'ho sottoposto all'esame di 3 persone che mi hanno fatto ragionare su molte migliorie da poter apportare, non vi ringrazierò mai abbastanza Marta Lisa e Veronica Ma non è stato facile ripartire a scrivere.
Ho trovato il coraggio di rimettere tutto in discussione solo nella primavera del 2019 e in autunno la seconda stesura era completa.

Mentre lavoravo sul testo del romanzo ascoltavo una playlist di spotify che mi aiutava a trovare le vibrazioni giuste per scrivere. Provate a leggere il libro ascoltando la stessa playlist e fatemi sapere se sentite riemergere una certa armonia tra musica e parole. https://open.spotify.com/playlist/6N8HvuUOMt2wQvWo5pgfYi?si=M2Np81sPTveHLEBWV3omtg


A me ispira molto, e a voi?

Buona lettura!

martedì 10 settembre 2019

Segnalazione: Pasta fatta in casa Sfoglie di racconti tirate a mano di Luca Murano

Segnalazione:

Pasta fatta in casa

Sfoglie di racconti tirate a mano

di

Luca Murano


Buongiorno lettori,
oggi vi segnalo una raccolta di racconti: "Pasta fatta in casa – sfoglie di racconti tirate a manodi Luca Murano, edito Bookabook.


Biografia:
Luca Murano nasce al nord (Lodi) da genitori del sud (Salerno) e attualmente vive al centro (Firenze). Dopo aver conseguito la laurea in Lettere Moderne a Pavia, ha lavorato per due anni con la casa editrice Mondadori come redattore e correttore di bozze. Dal 2009 vive in Toscana dove mangia tanto, si occupa di logistica, suona il basso, legge e scrive con fortune alterne ma ben compensate da passione e dedizione. A luglio 2018 è uscito il suo primo libro, una raccolta di racconti, dal titolo "Pasta fatta in casa - sfoglie di racconti tirate a mano" pubblicato con la casa editrice milanese Bookabook.



Genere: raccolta di racconti / narrativa contemporanea
Editore: Bookabook
Data di pubblicazione: 5 luglio 2018
Numero pagine: 160
Prezzo cartaceo: 10,20€
Prezzo ebook: 7,99€ (Gratis con Kindle Unlimited)
Link per l'acquisto su Amazon: 





Sinossi:
"Pasta fatta in casa" è una raccolta di racconti incentrati sull'agio e sul disagio dei vari protagonisti. Essi, slegati l'uno dall'altro, sembrano però raccontati dalla stessa voce narrante che si declina in più storie, aprendo il sipario su ambientazioni urbane, diversi fraintendimenti, malesseri autentici e problematiche poco originali. Fra queste pagine non troverete eroi morali o paladini della giustizia, ma piuttosto lo stridente contrasto fra persone normali che fanno cose semplici e il mondo attuale, un mondo accelerato e decadente che di normale, ormai, ha ben poco.



Eccovi anche due estratti:
RICOMINCIO DACCAPO
Un cigolìo. Qualcosa cigola. Forse i miei pensieri, forse la sedia imbottita sulla quale mi sembra di essere seduto. Mi sento comodo, con il fondoschiena e le spalle al sicuro. Un’inquietudine crescente, però, annaspa sulla superficie della mia mente. Sto sognando, ma forse non è così. Per scoprirlo devo schiudere gli occhi ma ho paura, come quando da bambino, durante le prime notti di rinuncia alla luce in camera, mi nascondevo con la testa sotto le coperte, con gli occhi sigillati, credendolo l’unico modo per tenere lontani da me e dalla mia famiglia Freddy Kruger e lo squalo di Amity.
Ma non sono un bambino; non sempre. Li apro. Gli occhi. Quello che vedo non mi piace. Un avambraccio tatuato e peloso, a pochi centimetri dal mio viso, ingombra la mia visuale. Un geco, mi pare, nero, come la notte quando litiga col giorno, intrappolato per sempre su quell’arto. O almeno fino a quando il braccio stesso non inizierà a invecchiare, raggrinzirsi, morire, e con esso, il rettile nero.
La minaccia d’inchiostro, finalmente, si ritrae, i miei occhi incrociano uno sguardo… il mio. Di fronte, uno specchio enorme fa finalmente luce sulla mia situazione: sono seduto su una poltrona girevole e avvolto dalla vita alla base del collo da un drappo nero. Tutt’intorno una stanza che tende a più infinito, vuota e immersa in un bianco disadorno. In lontananza, la voce analogica di un radio-notiziario blatera qualcosa su New York.
Il titolare del tatuaggio, un tipo sulla quarantina, abbronzato e palestrato, mi prende per i capelli e, fissando dritto gli occhi la mia immagine intrappolata nello specchio, sussurra: «Cosa vogliamo fare?».
Non è un tono minaccioso, in ogni caso nemmeno un suono che mi faccia sentire al sicuro.
Alzo un poco lo sguardo. Su di me, pale plasticose girano vorticosamente riciclando aria stantia e nuvole di borotalco. Sento una goccia di sudore solcare il mio viso e dividere la faccia in due distinti emisferi.
«Ehi, tutto ok?» fa lui. Io non riesco a parlare come se tutto il fiato che avessi in corpo si fosse rintanato nell’emisfero sbagliato. Il tizio biascica qualcos’altro, ma non riesco a sentire tanto sono preso dal tentativo di tirar fuori un filo di voce. Urla silenziose, le mie. Sentendomi incalzato, faccio un cenno con la testa.
Giusto in tempo per vedere il geco lanciarsi contro di me. Chiudo gli occhi e stringo i denti, in attesa di sentire un’esplosione, un boato, la redenzione.
Nulla.
Non sento niente.

Solo un rumore di forbici che sforbiciano e i miei capelli che cascano, inerti e copiosi, davanti ai miei occhi.


Gatti ninja e radiazioni cosmiche
La lavatrice faceva un rumore infernale. Stava cercando di guardare alla tv uno spettacolo comico di Louis C.K. ma, nonostante i sottotitoli, non riusciva a godersi lo show. Alzò il volume e provò a concentrarsi sul programma. La situazione parve migliorare, ma dopo pochi istanti gli sembrò di udire un altro suono provenire dalla cucina, una specie di ronzio intermittente. Quel suono gli ricordò l’audio di un video su youtube sulla radiazione cosmica e cioè il rumore residuo del big bang. Si ricordò anche di aver letto da qualche parte che tale rumore venne scoperto per caso nei primi anni Sessanta da due giovani scienziati americani che stavano cercando di aggiustare una grossa antenna di un laboratorio. Che botta di culo quei due, pensò, mentre si alzava dal divano per andare a controllare.
Giunto lì, la lavatrice gli sembrò ok, muta e con il led verde acceso ad indicare che il ciclo del lavaggio era andato a buon fine. Quel ronzio, però, continuava a vorticargli da un orecchio all’altro. Poi notò qualcosa:
lo sportello del frigorifero accanto non era completamente chiuso. Fece due passi verso l’elettrodomestico e girò un poco la testa rimanendo in ascolto e quando lo chiuse, come per magia, il ronzio cessò. Ma quel silenzio durò lo spazio di pochi secondi, giusto il tempo di sentire un altro strano suono provenire questa volta da dentro il frigorifero. Come una serie di colpi dall’interno, ma colpetti irregolari, niente di meccanico. Riluttante, tornò a sfiorare con le dita la vernice smaltata di bianco, fece un bel respiro e aprì lentamente lo sportello.

Cinquecento metri più in là, sua moglie, che stava tornando a casa a piedi dal supermercato, sentì un urlo provenire dalla loro casa.

Lo spavento fu così forte che l'uomo rinculò e andò a sbattere contro il tavolo della cucina. Nell’urto fece cadere un bicchiere di vetro che si infranse sul pavimento.
In tutto ciò, il gatto nero non si mosse di un millimetro rimanendosene accucciato sul secondo ripiano, accanto a un melone ancora troppo poco maturo e a due confezioni di stracchino.
Ripresosi dallo spavento, l’uomo si avvicinò con passo felpato al frigorifero semiaperto. Osservò meglio il felino, come per assicurarsi che quel gatto fosse proprio vero e non il frutto della sua immaginazione. L’animale gli parve piuttosto in salute, con un corpo sinuoso e asciutto, gli occhi verdi, i baffi radi ma lunghi e affilati come lische di pesce e una coda che sembrava una piccola sciarpa di calda lana. A sua volta il micio lo scrutò attentamente studiando ogni sua singola mossa.

«Come diavolo hai fatto a entrare lì? Da dove arrivi? »
Si rivolse al gatto come se l'animale potesse comprenderlo o perfino parlare. Ma ovviamente il gatto non disse nulla e nemmeno diede l’impressione di averci capito un granché.


Sono proprio curiosa e voi?

Buona lettura!