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Ilaria Vecchietti, autrice del racconto "L'ultima chance...", e dei romanzi fantasy "La Libertà figlia del Diavolo", "L'Isola dei Demoni" e "L'Imperatrice della Tredicesima Terra". E altri racconti pubblicati in raccolte.
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giovedì 13 gennaio 2022

Segnalazione: Il bassotto Filiberto di Rossella Pagliero

Segnalazione:

Il bassotto Filiberto

di
Rossella Pagliero



Buongiorno lettori,
per Dragonfly Edizioni vi segnalo la raccolta di racconti per bambini: "Il bassotto Filiberto" di Rossella Pagliero.


“Il bassotto Filiberto” è una raccolta di 11 storie narrate in rima e illustrate interamente dall’autrice con uno stile naïf adatto ai più piccoli.


Biografia:
Rossella Pagliero è nata e vive a Torino ed è un’educatrice d’infanzia. L’amore per i bambini e per gli animali l’ha ispirata a scrivere il suo primo libro. Filiberto è un personaggio reale in quanto è il suo bassotto e attraverso le sue storie vive avventure fantastiche, alcune tratte da scene di vita quotidiana.



Gene
re: raccolta di racconti / libro per bambini

Editore: Dragonfly Edizioni
Data di pubblicazione: 13 settembre 2021
Numero pagine: 113
Prezzo cartaceo: 20,00€
Link per l'acquisto su Amazon:




Sinossi:​

Filiberto, il cane bassotto, è un cagnolino vivace e curioso. Insieme alla padroncina e ai suoi amichetti ti accompagneranno in tantissime avventure, dal piccolo giardino di casa, fino alle stelle nello spazio.



Molto interessante, lo leggerete?

Buona lettura!

venerdì 7 gennaio 2022

Segnalazione: Solitudini urbane di Maria Evelina Buffa Nazzari

Segnalazione:

Solitudini urbane

di

Maria Evelina Buffa Nazzari


Buongiorno lettori,
in collaborazione con L'Altrove Ufficio Stampa (L’Ufficio Stampa svolge la funzione di collegamento con i media, occupandosi della comunicazione al fine di promuovere artisti, scrittori, aziende, eventi, iniziative, prodotti (artistici e non) in modo efficace) vi segnalo la raccolta di racconti: "Solitudini urbane" di Maria Evelina Buffa Nazzari, edito Porto Seguro.


Maria Evelina Buffa Nazzari, figlia d’arte, scrittrice e interprete teatrale e cinematografica, nel corso della sua lunga carriera, ha lavorato con attori e attrici come Alberto Sordi, Pino Micol, Alida Valli, Carlo Giuffrè, Martine Brochard, Ottavia Piccolo, Duilio Del Prete, Arnoldo Foà, Ileana Ghione e Paola Quattrini.

Oggi continua a dedicarsi all'Arte in ogni sua forma raccontando attraverso la scrittura e il suo ultimo libro “Solitudini urbane” la straordinaria bellezza dell’ordinario.


Racconti brevi in grado di raccontare l’ordinaria eccezionalità dell’esistenza. I protagonisti del libro sono gli abitanti di una palazzina: persone comuni con il loro bagaglio di vita e dolori.

Tante storie ma un’unica narrazione: l’autrice con una penna sagace conduce il lettore nelle “solitudini urbane” di chi affronta l’esistenza tra le pieghe distorte e malinconiche della realtà.



Biografia:
Dopo aver frequentato lo Studio Fersen, debutta nel ruolo di Rossana nel Cyrano de Bergerac per la regia di Maurizio Scaparro, più volte ripreso con grande successo, tra l’altro a Parigi (Palais de Chaillot) nel 1981.

Da allora, ha lavorato nel cinema, in televisione e soprattutto in numerosi teatri italiani.

Tra le sue più interessanti interpretazioni teatrali, si rammenta la prima rappresentazione in Italia, nella stagione 1994-95, de La deposizione, della canadese Hélène Pedneault: un dramma psicologico a due personaggi, presentato ad Avignon nell’ambito del festival 1994.

Dal debutto nel capolavoro di Rostand, ha sempre conciliato l’impegno nella interpretazione di novità assolute, soprattutto di giovani autori, con una presenza assidua e applaudita nei grandi classici del repertorio teatrale, da Goldoni a Albee, da Cechov a Wilde, da Ibsen a Giraudoux, senza peraltro trascurare autori più « leggeri » (Neil Simon, Jean-Noël Fenwick).

Tra le sue ultime e più apprezzate interpretazioni, Torna fra nove mesi, da lei stessa scritto (con il vero nome di Maria Evelina Buffa) per due personaggi femminili, e Ventiquattr’ore della vita di una donna, adattamento teatrale dalla novella di Stefan Zweig.

Come scrittrice, è autrice, tra l’altro, di un monologo, Il viaggio di Carlotta, pubblicato insieme con Torna fra nove mesi in un unico volume dal titolo Altrove, e di un romanzo autobiografico, Spesso sono arrivata seconda, editi da Ikona Liber, nonché del diario di un percorso di lutto, Dopo la fine, edito da Edizioni Sabinæ.

www.evelinanazzari.it




Gene
re:
 raccolta di racconti
Editore: Porto Seguro
Data di pubblicazione: 13 novembre 2021
Numero pagine: 174
Prezzo cartaceo: 14,15€
Link per l'acquisto su Amazon:




Sinossi:
Un buco sul pavimento, per via di un problema al riscaldamento, unisce tutte le case di una strana palazzina. Un uomo divorziato, dalla finestra del suo seminterrato, guarda le gambe dei passanti e degli inquilini del condominio: gambe lunghe, corte, affusolate, grosse, gambe sole, che conducono un’esistenza misera e dolorosa. Queste gambe sono un po’ le protagoniste occulte di diciannove tranches de vie legate da un filo sottile, legate da quel buco nero e spaventoso che sembra inghiottirli in un’unica storia. Sono le gambe di Leone, che dondolano dal soffitto dopo aver dato una spinta a una sedia; sono le gambe di una donna che parte per il Nepal invece di morire; sono le gambe lentigginose della ragazza che aspetta ancora la mamma; quelle della donna col culo grosso e della sua rivale… Diciannove paia di gambe: gambe che passeggiano per casa, si fermano, corrono da una parte all’altra, gambe che fuggono; gambe che disegnano ognuna la propria storia, unite dal fil rouge della desolante, certa, solitudine.


Vi lascio anche il comunicato stampa:

“Solitudini urbane”: nella nuova opera letteraria di Maria Evelina Buffa Nazzari l’eccezionalità di un’esistenza ordinaria

 

 “Solitudini urbane”, edito da Porto Seguro, è la nuova opera letteraria dell’autrice Maria Evelina Buffa Nazzari.

Racconti brevi in grado di raccontare l’ordinaria eccezionalità dell’esistenza. I protagonisti del libro sono gli abitanti di una palazzina: persone comuni con il loro bagaglio di vita e dolori.

Tante storie ma un’unica narrazione: l’autrice con una penna sagace conduce il lettore nelle “solitudini urbane” di chi affronta l’esistenza tra le pieghe distorte e malinconiche della realtà.

Maria Evelina Buffa Nazzari, figlia d’arte, scrittrice e interprete teatrale e cinematografica, nel corso della sua lunga carriera, ha lavorato con attori e attrici come Alberto Sordi, Pino Micol, Alida Valli, Carlo Giuffrè, Martine Brochard, Ottavia Piccolo, Duilio Del Prete, Arnoldo Foà, Ileana Ghione e Paola Quattrini. Oggi continua a dedicarsi all’Arte in ogni sua forma raccontando attraverso la scrittura e il suo ultimo libro “Solitudini urbane” la straordinaria bellezza dell’ordinario.

“… è domenica sera, l’ora precisa non ha importanza, comunque è già buio e nel palazzo non dorme nessuno; un po’ per il caldo, un po’ per la nostalgia, ormai nell’aria, di un’estate quasi conclusa.

I chiassosi tacchi quattro centimetri della signora Mirella e lo scalpiccio di molti tacchi bassi contro le mattonelle di graniglia, il suono pungente e insistente del citofono che completa la sensazione di fastidio, rompono il limitato silenzio dell’edificio cittadino.

Quattro mandate dal tono grave riecheggiano nella tromba delle scale mentre l’intero condominio rimane sospeso e i suoi abitanti sembrano trattenere il fiato loro malgrado.”

 

Un buco sul pavimento, per via di un problema al riscaldamento, unisce tutte le case di una strana palazzina. Un uomo divorziato, dalla finestra del suo seminterrato, guarda le gambe dei passanti e degli inquilini del condominio: gambe lunghe, corte, affusolate, grosse, gambe sole, che conducono un'esistenza misera e dolorosa.

Queste gambe sono un po' le protagoniste occulte di diciannove tranches de vie legate da un filo sottile, legate da quel buco nero e spaventoso che sembra inghiottirle in un'unica storia.

Sono le gambe di Leone, che dondolano dal soffitto dopo aver dato una spinta a una sedia; sono le gambe di una donna che parte per il Nepal invece di morire; sono le gambe lentigginose della ragazza che aspetta ancora la mamma; quelle della donna col culo grosso e della sua rivale...

Diciannove paia di gambe: gambe che passeggiano per casa, si fermano, corrono da una parte all'altra, gambe che fuggono; gambe che disegnano ognuna la propria storia, unite dal fil rouge della desolante, certa, solitudine.

 

“L’ultima replica dello spettacolo Il mutamento di Stefania Porrino è andata in scena al Teatro di Documenti a Roma il primo marzo 2020. Già da qualche giorno in compagnia si parlava di un misterioso virus comparso in Cina. Ma la Cina è lontana, commentavamo cercando di minimizzare. Il 9 marzo chiudevano i teatri, e non solo. Solitudini urbane racconta di un condominio, microcosmo nel quale i suoi abitanti possono permettersi di sentirsi soli ma sono, di fatto, legati irrimediabilmente fra loro. Come tutti noi, abitanti della terra. Ho cominciato a scrivere di queste solitudini, prima della pandemia, ispirata dal condominio in cui ho abitato per sette anni, e ho finito durante il Covid. Lui non c’entra, ma un po’ sì” Maria Evelina Buffa Nazzari. 



Interessante, cosa ne dite?

Buona lettura!

giovedì 6 gennaio 2022

Segnalazione: Uniporn di autori vari

Segnalazione:
Uniporn
di

autori vari



Buongiorno lettori,
per Over the Rainbow - PubMe eccovi la raccolta di racconti: "
Uniporn" di autori vari.




Gene
re:
 raccolta di Racconti erotici
Editore: Over the Rainbow - PubMe
Data di pubblicazione: 16 dicembre 2021
Numero pagine: 230 circa
Prezzo ebook: 2,99€ (gratis con Kindle Unlimited)
Link per l'acquisto su Amazon:



 
Sinossi:​
Sette autori per sette racconti erotici ma con un elemento in comune: l’unicorno.
Tra sogni, arazzi, feste, set televisivi, ricette, evocazioni e ticchettii si dipana una tela arcobaleno intessuta da modi diversi di raccontare.
Il regalo di Natale della Collana Over the Rainbow ai suoi lettori per trascorrere le festività con un tocco di malizia.





Interessante.
Voi cosa ne pensate?

Buona lettura!

martedì 28 dicembre 2021

Segnalazione: Le Novelle Horror della Nonna di Francesca Tibo

Segnalazione:

Le Novelle Horror della Nonna

di

Francesca Tibo



Buongiorno lettori,
per Sága edizioni vi segnalo la raccolta di racconti: "Le Novelle Horror della Nonna" di Francesca Tibo.


Biografia:

Sono fondamentalmente una misantropa. Ho grande difficoltà ad amare e frequentare l’umanità, perciò vivo il più possibile nella mia casa dove leggo, scrivo, studio e mi occupo della mia famiglia e dei nostri animali, sei gatti e una cagnolina di vent’anni che nonostante sia sorda, cieca e incontinente, gioca e salta ancora come una cucciolotta. Acquisto tutto on line, ma proprio tutto tutto, persino la spesa perché odio negozi e supermercati. Conto di comprare una casetta in montagna, ai margini della foresta, dove andare a vivere quando mio figlio sarà autonomo e maggiorenne. Non ho fatto grandi cose nella vita, per esempio ho viaggiato molto poco perché ho terrore dell’autostrada e di volare, ma conto, prima o poi, di girare gli Stati Uniti in lungo e in largo con il treno, dopo una traversata oceanica in nave. Mi ci vorrà un annetto. Da “giovine” lasciato l’università al terzo anno di Medicina per passare a Storia, l’altra mia passione che meglio si conciliava con quello che era il mio lavoro, ossia l’educatrice nel carcere minorile della mia città, Firenze, una grande scuola di vita. mi sono sposata e ho avuto mio figlio tardi, a trentasei anni e quando sono diventata mamma ho deciso di lasciare tutto per dedicarmi a lui completamente. In quest’epoca è una scelta quasi inconcepibile, ma rimango della convinzione che, ovviamente quando possibile, il nido sia da evitare perché un bambino ha bisogno della mamma e basta.




Gene
re:
 
raccolta di racconti horror
Editore: Sága edizioni
Data di pubblicazione: 1° ottobre 2021
Numero pagine: 252
Prezzo cartaceo: 16,05€
Prezzo ebook: 3,99€ (gratis con Kindle Unlimited)
Link per l'acquisto su Amazon:



Sinossi:
Nella superba foresta di Vallombrosa, una campagna selvaggia e misteriosa, che si estende in Toscana per centinaia e centinaia di chilometri quadrati ancora oggi quasi disabitati, c’è il monte Farneta. Lì, in una grande casa colonica, ogni domenica, nonna Regina ripopola i boschi e le strade casentinesi raccontando a figli, nuore e nipoti le vicende mozzafiato di personaggi fantastici. 
Principi e re, spade e armature, lupi mannari, fantasmi, vampiri, angeli e santi, streghe, zombie, diavolacci e buffi gatti stregati si muovono nella valle a colpi di maledizioni, sortilegi e tremende battaglie. Ogni tanto, lì arriva anche Belzebù.
Per narrare di un mondo - esoterico, favolistico e religioso - di cui oramai si è perso il ricordo. 
Le Novelle Horror della Nonna assecondano l’immaginario dei grandi e dei piccini capaci di ammettere serenamente l’esistenza di un mondo misterioso, talvolta oscuro. 
Basta solo chiudere gli occhi e lasciarsi guidare.


Molto interessante, lo leggerete?

Buona lettura!

Segnalazione: Delirio Brividi al nero di Luna di Silvia Alonso

Segnalazione:
Delirio
Brividi al nero di Luna
di
Silvia Alonso



Buongiorno lettori,
per Brè Edizioni vi segnalo la raccolta di racconti "Delirio – Brividi al nero di Luna" di Silvia Alonso.



Biografia:

Pseudonimo di Silvia Aonzo, avvocato civilista milanese. Esordisce già molto giovane con le poesie, una delle quali, “Inverno africano” viene premiata da Alda Merini al Castello di Belgioioso (PV) per il concorso “Poesia dorsale”. Nel 2006 pubblica con Altrimedia Editore la favola poetica “Il morso del serpente”, dalla quale trae la sceneggiatura per l’omonimo spettacolo danzato.

A dicembre 2019 esce per i tipi di Genesis Publishing il suo primo vero romanzo (un chicklit) “I love Mammy in Monte-Carlo – come sopravvivere a una vita glitter”. Con “L’angelo veste Sado” (Brè Edizioni, luglio 2021) si aggiudica la finale del Premio Nabokov 2020. A luglio 2021 il romanzo inedito “L’avvocato in gûepiere” si classifica al secondo posto al FRI-Festival del romance italiano, con Dri Editore. Sta attualmente lavorando ad altri romanzi, racconti noir-thriller, nonché a raccolte di favole (la raccolta “Lo zoo arcobaleno” si è aggiudicata la finale per la narrativa al premio Città di Castello).

 

Tra il 2020 e il 2021 i suoi racconti sono stati premiati a numerosi concorsi di narrativa, tra cui (i più importanti): Premio di poesia e narrativa Giovanni Bertacchi (finalista col racconto «Solange», novembre 2020); Premio di letteratura al femminile Laurizia (3° posto con il racconto «Cieli immensi», novembre 2020); Premio Jean De La Fontaine (menzione speciale per la favola «La principessa serpente», aprile 2021); Premio Città di Grottammare (menzione d’onore per il racconto «Le sabbie mobili», maggio 2021); Premio Storie di donne Comune di Arco (2° posto per « Street Bob striptease », giugno 2021); Premio Internazionale Creati-Vita Inferno Dantesco (2° posto per il racconto «Ready Infernum Player», settembre 2021); Premio Bukowski (finalista con al poesia “Quello che le suore non dicono”, giugno 2021); Premio Un Roero da Favola (finalista con la favola «L’orchidea e la primula», settembre 2021); Premio Giovane Holden (finalista col racconto “Il ladro di sogni”, settembre 2021); Premio Nazionale di Arti Letterarie Metropoli di Torino (racconto finalista “Il ladro di sogni”, ottobre 2021); Premio Città di Castello (finalista con la raccolta di favole «Lo zoo arcobaleno» , settembre 2021); Premio Terni-Narni Horror Festival con la giuria di Cristiana Astori (finalista col racconto «La trappola della perla nera»).

Con il proprio blog www.silviaalonsowriter.com

si occupa anche di recensioni di romanzi e film. 


Contatti autrice:

https://www.facebook.com/SilviaAlonsoWriter




Gene
re: raccolta di racconti horror / thriller / esoterismo
Editore: Brè Edizioni
Data di pubblicazione: 16 ottobre 2011
Numero di pagine: 138
Prezzo cartaceo: 10,00€
Prezzo ebook: 2,99€ (gratis con Kindle Unlimited)
Link per l'acquisto su Amazon:



 
Sinossi:

Dietro alle lusinghe di un fotografo dal taglio rarefatto e mistico si nasconde un serial killer che rinviene nell’Undicesima Musa, la Moda, la profanazione religiosa della nova era. Nei giochi del Casinò si rinviene una misteriosa applicazione delle antiche teorie pitagoriche e cabalistiche, utilizzate allo scopo di delinquere. La medianità e la telepatia, le nuove tecniche per parassitare i sogni, ma il sangue scorrerà a lavare le colpe.

Un maniaco misogino trasforma la propria automobile in alcova del piacere, tra sesso, adrenalina, alchimia e allucinazione. Ma l’ultima corsa si trasformerà in vendetta.

Una zingara di strada legge nei fondi del caffè la propria condanna: sarà proprio il grande amore a toglierle il soffio vitale.

La leggenda delle streghe nere di Triora si mischia a quella delle dirimpettaie streghe bianche del borgo di Ellera, tra tradizione celtica e magia orientale che si fondono in terra ligure, amori, tradimenti e una strana maledizione.

La storica leggenda di Vlad il vampiro viene rivisitata alla luce delle conoscenze di filosofia orientale, dove il simbolo del Gral, unitamente a quello del drago, rimandano ai codici segreti di un sapere alchemico ed esoterico.

Nella Cattedrale gotica di Saint Daniel, alla vigilia del Natale, i misteriosi gargoyle, creati per esorcizzare i demoni, divengono protagonisti di un incubo a occhi aperti.

Un’anziana donna ricorda i propri incubi legati alle atrocità di Auschwitz, che riaffiorano alla memoria come zombie della psiche soggettiva e collettiva. La vendetta contro i suoi carnefici si farà strada con uguale prepotenza, rendendola protagonista di una rivincita alla Tarantino.

I misteri esoterici racchiusi nel capolavoro della Gioconda, e un inconfessabile amore segreto che viaggia nel tempo, sono il movente del famoso furto al museo del Louvre.

Nella poesia di Baudelaire Le dormienti, messa all’indice e stornata da I Fiori del Male per il contenuto osceno ed esplicitamente omosessuale, si nasconde la radice di una strana dannazione che passerà in un misterioso quadro.

La leggenda del Golem di Praga riaffiora con prepotenza negli anni in cui il capolavoro di Mary Shelley, Frankenstein, spopola nella letteratura gotica assieme al nuovo mito degli zombie. Qualcuno ne svelerà l’arcano evidenziando la differenza tra scienza e fede.

 


Vi lascio anche un estratto:

«Un cammello, color arancione. Che porta sulla gobba un talismano... a forma di scorpione.»

«Eccellente. E ora vediamo se riesci a decifrare quest’altra immagine.»

Corrugò la fronte per entrare nella concentrazione più profonda. Poi, come se fosse finalmente riuscito a trovare un angolo remoto dentro di sé, un placido sorriso gli rasserenò il volto.

Qualche istante. Cinguettio di pettirossi. Inspirazioni calme e costanti, nelle narici solo il profumo intenso del muschio. Un leggero brivido sulla pelle. Per non parlare del formicolio nelle ossa che ormai cigolano, ma il pensiero è diretto altrove, concentrato a cogliere il battito più lieve del suo stesso cuore, che si rinnova a ogni pulsazione.

Senza scomporsi dalla sua posizione, aprì di colpo gli occhi.

«Un cobra dalla coda ritorta. Nove volte, su se stessa.»

«Prodigioso. Lo avevo lasciato andare via, consegnandolo alle nuvole. Ma sei riuscito ad afferrare anche quell’immagine. Il tuo percorso è terminato. Non ho più nulla da insegnarti.»

Lo guardò indugiando per un attimo. Un secondo sorriso gli illuminò il volto. Come un padre benevolo, soddisfatto dell’esito più brillante del suo lavoro.

Era sicuramente lui, il più dotato tra i suoi alunni. Un discepolo riservato e schivo, tanto fulgido nel talento quanto anonimo nell’aspetto fisico. Negli occhi, nemmeno la minima ambizione. Solo il perseguimento di un puro ideale, il mero “dharma” orientale, la missione della sua anima. Voleva inseguire il sapere, come fa la goccia che confluisce nel grande mare della consapevolezza, per raggiungere la simbiosi con la coscienza superiore che permea il tutto. O almeno, così lasciar credere.

Non che fosse ipocrita. Ma dalla malinconia del suo sguardo trapelava qualcosa che gli aveva lasciato il segno. Una vecchia cicatrice, l’eco di una ferita, qualcosa che lo aveva spinto ad andare oltre la morsa del dolore, rifugiandosi nella stasi ovattata della meditazione.

La realtà era che non sembrava avere una precisa missione, qualcosa che desse un senso reale a quella ricerca assoluta che tanto assomigliava alla sete astratta di perfezione. La mentalica sembrava essere la sua unica passione assieme alle altre pratiche medianiche, ma non era come per gli altri che, mossi dall’ambizione per la fama, aspiravano a imparare sofisticati numeri da palcoscenico per gettare fumo negli occhi a un pubblico schiavo della superstizione.

Forse era per questo che l’anonima Musa, ispiratrice di maghi e sensitivi, nota solamente agli iniziati, gli era sempre stata fedele, fissa al suo fianco come un angelo custode. Lo aiutava con una dedizione assoluta nell’insediarsi nella mente cosmica riemergendone con un’immagine nitida da cui poteva decriptare i messaggi che per gli altri erano lasciati in codice.

Non come gli smarginati tentativi del suo amico che lo seguiva come un’ombra, un parassita tanto brillante nell’aspetto quanto torbido nelle intenzioni. I suoi, di esercizi, sortivano sempre esiti incerti, come se una spessa coltre di polvere ne appannasse l’aurea.

Si erano conosciuti a un seminario di meditazione, e da quel giorno non si erano più lasciati. Forse la reciproca solitudine aveva fatto da collante più dell’affinità elettiva, il resto lo aveva fatto il sentirsi entrambi parte di qualcosa di più grande, ma dai più rinnegato, e l’effetto di compensazione che provavano nello stare insieme. Un equilibrio perfetto, una specie di endiadi indissolubile, sembravano i cocci unici dello stesso vaso che per una serie inspiegabile di cause si erano ritrovati a combaciare: luce e ombra, l’unione degli opposti, come nel grande simbolo del Tao.

Egeo ed Ezio erano nati lo stesso giorno dello stesso anno, ma ai due poli opposti del Paese, Torino e Napoli.

A nessuno Egeo aveva mai parlato del suo dolore per un amore impossibile, morto prima ancora di poter nascere. Una malattia improvvisa se l’era portata via, nel cuore più fulgido della giovinezza.

Berenice, sua cugina.

L’aveva stretta a lungo, nella bara. Aveva vegliato accanto a lei tutta la notte, sfiorando il suo volto che pareva baciato dai raggi argentei della luna.



Interessante, cosa ne dite?

Buona lettura!