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Ilaria Vecchietti, autrice del racconto "L'ultima chance...", e dei romanzi fantasy "La Libertà figlia del Diavolo", "L'Isola dei Demoni" e "L'Imperatrice della Tredicesima Terra". E altri racconti pubblicati in raccolte.
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giovedì 24 settembre 2020

Segnalazione: Pervinca enigma della molestia per una donna geniale di Daniele Possanzini

Segnalazione:

Pervinca

enigma della molestia

per una donna geniale

di
Daniele Possanzini



Buongiorno lettori,
oggi vi segnalo il romanzo: "Pervinca – enigma della molestia per una donna geniale" di Daniele Possanzini.
Qui vi lascio il link a un'intervista che ho avuto il piacere di fargli.


Biografia:
Daniele Possanzini lavora e vive con la famiglia a Pisa sulle rive del fiume Arno.
Si è laureato in Scienze dell’Informazione all’Università di Pisa, ha lavorato negli Stati Uniti d’America e in Italia per l’automazione dei processi industriali. Successivamente ha lavorato in Belgio e in Polonia per la sicurezza delle frontiere europee, poi è tornato di nuovo in Italia e ha contribuito alla consulenza e alla comunicazione in materia di rischi associati alla catena alimentare europea.
È un esperto forense di informatica e di sicurezza informatica.
È competente in governance e ha contribuito alla sua armonizzazione in alcuni contesti pubblici europei.
Ha svolto anche l’attività di consigliere di fiducia (Confidential Counsellor) per la protezione della dignità degli esseri umani e per la prevenzione delle molestie psicologiche e sessuali in contesti lavorativi multiculturali e multi-religiosi.
Ha osservato la realtà e le relazioni umane anche dai racconti, dalle inquietudini e dalle frustrazioni delle persone, quando la dignità e i sogni vengono calpestati con tradimenti e molestie di qualsiasi tipo, anche involontari.
Ha giocato a pallavolo, sciato e nuotato.
Ora preferisce la montagna e le passeggiate in salita.
  






Genere: romanzo thriller psicologico
Editore: self publishing
Cover: Antonella Monterisi
Data di pubblicazione: 15 novembre 2019
Numero pagine: 350
Prezzo ebook: 2,99€ (gratis con Kindle Unlimited)
Prezzo cartaceo: 12,48€
Link per l'acquisto su Amazon:





Sinossi:​
A marzo del 1989 a Pisa accade un fatto misterioso. Nasce Pervinca e qualcuno è sicuro che la bimba abbia già utilizzato questo metodo in altre occasioni per evadere dal passato. È prigioniera speciale e creatura inafferrabile. Dovrà quindi essere catturata con la dovuta accortezza. Il suo destino è stato già scritto e nessuno, neanche lei, lo potrà più cambiare: inganno e cattura, poi tortura e morte per fame in una cella buia.
Questa volta, però, Pervinca vuole riscrivere la storia e decide di non tornare più in quel periodo di violenza e schiavitù. Sfrutta allora, con genialità, le nuove tecnologie informatiche disponibili negli anni novanta. Tuttavia, non basta soltanto la sua intelligenza. Serve qualcos'altro che deve intuire, e in fretta perché il suo tempo si sta esaurendo. C’è Fiorenzo, bel marito ignaro ma fedele, e appare la giovanissima Michelle, splendida donna maledettamente ambigua con cui vive una relazione inconfessabile.
Come farà Pervinca a evitare il suo destino di tortura e di morte? Riuscirà a realizzare la sua invenzione tecnologica che la aiuterà a vedere oltre quell'orizzonte che la imprigiona? Pervinca ha poco tempo a disposizione ma potrà viverlo in tutte le direzioni, come vorrà. Questa è la sua carta da giocare.

È un thriller surreale dove il passato, il presente e il futuro trascorrono simultaneamente.

È un giallo avvincente dove si conosce il movente della strage con mandanti e assassini, ma non si sa chi siano veramente le vittime.
È un romanzo psicologico dove l'inganno e il tradimento sono incomprensibili. È il successo della genialità che risolverà l'enigma, tuttavia sarà anche la sconfitta della verità.


Cosa hanno detto del romanzo:


"Una storia apparentemente normale, quella di due famiglie che intrecciano i loro destini con un matrimonio, ma che si complica non poco proprio per l’ambizione di Pervinca disposta a qualsiasi cosa pur di realizzare il suo progetto."


"Pervinca è la protagonista di un romanzo assai particolare, che spiazza sin dalle prime pagine con due misteriosi narratori che accompagnano il lettore fino alla fine."

"In realtà ben presto la storia diventa un intrigo internazionale ben orchestrato, fatto di brevetti rubati, spionaggio industriale, colpi bassi e colpi di genio."

"Romanzo ben costruito sulla psicologia dei protagonisti."

"La trama risulta scorrevole e avvincente, i dialoghi interessanti e le figure credibili e intense. Tutto sommato una grossa sorpresa che fa venire voglia di leggerne ancora."

"Intelligente, visionaria, cinica, sensuale, ingenua. Non bastano gli aggettivi per descrivere una creatura tanto poliedrica e affascinante che riesce a stupire sempre, a farsi amare, ma anche detestare."



Eccovi anche un estratto:
Sono le undici del mattino e una folla sta assediando la Fortezza da Basso a Firenze. Sono visitatori arrivati da ogni parte del mondo e sono sicuri che tutto quello che vedranno oggi sarà straordinariamente vero. Purtroppo non immaginano che assisteranno anche a qualcosa di verosimile, non sanno che non se ne accorgeranno e che questo sarà un grosso problema.
Ieri hanno approfittato del tempo libero per visitare l’incredibile museo a cielo aperto, per gustare la bistecca e per mangiare la ribollita, zuppa di pane raffermo e verdure, così come la panzanella, piatto fatto con pane raffermo pomodori cetrioli cipolla rossa e basilico. Anche per la gioia dei vegani, sempre più numerosi.
Oggi si aspettano l’incredibile, ma vero.
Fiorenzo, che è partito stamattina presto da Pisa, ha già raggiunto addirittura la Sala Ottagonale, ormai affollatissima. È sollevato sulla punta dei piedi per vedere da più in alto cosa sta per accadere e tiene per mano Gino che allunga il collo anche lui per vedere la mamma, imitando suo padre.
Ha lo sguardo fisso sul palco quando, all’improvviso ma non sorprendentemente, vede spuntare Pervinca che si muove sinuosamente sulla passerella. Si accorge che non indossa quel vestito grigio asfalto che aveva portato da Pisa apposta per questa occasione.
Anzi, nota che non indossa né quel vestito né un altro.
È sul palco senza vestito! Merda! Vede solo lo slip, il top e quegli occhiali da sole che riflettono le luci della fiera in modo accecante. Quel fascio di luce proveniente dal cristallo con cui sono state prodotte le lenti è davvero forte e non gli consente di guardarla in faccia.
È l’invenzione di Pervinca! Lo sa bene. È il cristallo che lei ha progettato e che ora sta diffondendo una luce più intensa di quella del sole.
Al contrario, vede chiaramente che indossa scarpe dai tacchi altissimi e, alzando lo sguardo, scorge l’incavo perfetto di quei seni sodi e tonici che mozzano il fiato a uomini e donne. Lo conosce bene, lui, quell’incavo. Poi riabbassa lo sguardo e osserva quelle sottili caviglie e quei polpacci affusolati da fare invidia a una modella ben allenata.
A casa ne avevano parlato tanto, di questa fiera.
Ma ora non gli interessa più niente di niente! Quello che ha visto, e solo quello, è sufficiente a fugare il dubbio che ha sempre avuto sin da quando l’ha conosciuta.
Ma che dubbio ha sempre avuto Fiorenzo?
È arrivato anche il servizio di sicurezza e da questo momento in poi i pannelli divisori impediranno al pubblico di osservare i preparativi che i tecnici della fiera stanno freneticamente ultimando.

Si sbircia con difficoltà. È inutile accalcarsi. Bisogna aspettare. Si entrava solo per invito e chi lo ha ricevuto vedrà tutte le dimostrazioni seduto comodamente.
Oggi è l’ultimo giorno della fiera e alle ore quattordici ci sarà la presentazione finale dei nuovi materiali tecnologici speciali. Ormai ogni mese ne compaiono moltissimi su Internet e pochissimi nei negozi. Non stupiscono più. Ma quelli che vengono presentati qui oggi sembrano proprio qualcosa di speciale. Promesso! Ci saranno molte sorprese anche per i bambini.
Si potrà trovare, vedere e toccare di tutto. Dagli strumenti per la percezione della realtà aumentata ai vestiti da montagna e alla biancheria intima, dagli ombrelli alle scarpe e agli stivali, dai cappelli agli 
occhiali, agli orologi e ad altri giocattoli e strumenti della vita di tutti i giorni che sfruttano questi nuovi materiali, con prestazioni ed effetti impensabili fino a pochi mesi fa.
I telefoni cellulari non sono più sconvolgenti come in passato, tuttavia servono ancora perché consentono di entrare nel mondo virtuale che si vede e si sente ma che non si tocca. Il mondo virtuale non è ancora il mondo dei sogni e bisogna ancora aspettare per toccarlo. Meglio così. I sogni non si toccano.
È la trasformazione digitale di cui si è parlato tanto. Si osserva cosa consente la tecnologia e si organizzano la vita e il lavoro di conseguenza. Prima si cercava di capire di che cosa avesse bisogno l’uomo e la tecnologia lo avrebbe aiutato. Oggi la tecnologia è così fantasiosa che non si sa nemmeno a cosa possano servire tutte le invenzioni che si affollano su Internet, e non c’è nemmeno il tempo di utilizzarle. Però, chi lo fa si trasforma prima degli altri.
Ma cosa si deve diventare? Perché trasformarsi?
Perché non appena una nuova tecnologia diventa disponibile, essa rende tutta quella corrente relativamente inutile, costosa e inefficiente. Sì, relativamente. È questo il punto. Quindi si diventa obsoleti, scaduti o si va fuori moda, che è peggio. Se poi fortunatamente o disgraziatamente si riesce a capire il funzionamento di un nuovo strumento prima degli altri, allora c’è l’opportunità di utilizzarlo in modo da conquistare una posizione di mercato dominante o quantomeno vantaggiosa, o per essere alla moda e non essere esclusi dalla cerchia di amici che già lo usa. Si fa per essere inclusi ed essere adeguati al periodo, interessanti, dirompenti, stupefacenti, ipnotizzanti e per fare sognare.
Già, sognare. Non si può non sognare. Si deve immaginare il futuro. Altrimenti, quando il futuro arriva, non ci si accorge di lui. I sognatori, invece, sono eternamente nel futuro e non hanno bisogno di tecnologia. Non viaggiano nel tempo perché sono sempre a destinazione.
“Andiamo Gino. Non vedi che la mamma non è ancora arrivata?” dice Fiorenzo strattonando suo figlio ed evitando così che guardi verso il palco. Poi cerca di farlo allontanare, dicendogli: “Andiamo a vedere gli altri espositori. Ci sono le altre novità di questa tecnologia dei materiali. Forse la mamma è in giro per la fiera. Lo sai che lei è un’esperta, starà osservando la concorrenza.” Fiorenzo maschera la menzogna con l’espressione di chi si vuole convincere di quello che ha detto. Da quel momento guarda solo i passi che sta facendo, sempre più velocemente, ma senza più sapere dove sta andando.
“Scusa, non c’è la mamma sul palco con il suo capo?” chiede Gino, sgambettando sempre più speditamente per stare al passo del padre. Poi lo guarda stupito per questo improvviso cambio di programma.
Un australiano con il cappello di pelle di canguro passa vicino a Fiorenzo. Lo ferma afferrandogli il bicipite e gli chiede l’ora con le guance arrossate da un aperitivo a base di vino Vermentino.
“Mi dispiace, sto cercando Pervinca.” risponde Fiorenzo, senza fermarsi e in evidente stato
confusionale. Vagabonda, osservandosi ormai solo le scarpe.
La risposta non arriva neanche per Gino, piccolino, che comincia anche lui a guardarsi i piedi e a seguire il padre correndo come se fosse un soldatino in ritirata.
Vanno a prendere l’auto e in poco più di un’ora rientrano a Pisa.

Sono le due e mezzo del pomeriggio ma Fiorenzo, ancora molto pensoso da sembrare distratto, è sempre in tempo per preparare un piatto di spaghetti al pomodoro per sé e per Gino che, quando li vede mettere nel piatto e quindi senza bisogno nemmeno di assaggiarli, capisce che sono stati tenuti nell’acqua bollente a cuocere troppo. Hanno un colore trasparente. È segno che hanno assorbito troppa acqua per il troppo tempo rimasti a bollire. Gli spaghetti sono una cosa seria, in Italia. Ma appena il padre aggiunge il pomodorino rosso fresco fatto a pezzi, olio di oliva extravergine delle colline di Calci sul Monte Serra, e spolvera sopra del parmigiano reggiano colore paglierino intenso e stagionato per ventiquattro mesi, li mangia lo stesso perché ha una fame da lupo e perché sono comunque squisiti, anche se non a norma.
Più tardi, Fiorenzo rimette a posto la cucina e si siede alla scrivania per consultare Internet e cercare qualcosa sulla fiera di Firenze. Vuole rivedere il programma degli eventi. Gino gli sta seduto accanto per tutto il tempo guardando un po’ lo schermo e un po’ il suo naso, ma sempre tenendo il mento poggiato sulla scrivania.
“È quella la mamma?” chiede e, tutte le volte che una modella dell’evento di Firenze appare sullo schermo, riprova: “La mamma è bella come quella, vero?”
Posa la guancia destra sulla scrivania fantasticando, guardando lo schermo e contorcendosi
all’indietro per osservare il viso del padre. Si vuole assicurare che anche lui sia convinto che sua madre è proprio bella.
“No, non è quella, ma le assomiglia.” sbotta Fiorenzo con gli occhi lucidi e urla: “Ehi, Gino! Intendiamoci. La mamma non sfila sui palchi mostrando la biancheria intima. Chiaro?”
Gino lo guarda per catturarne lo sguardo o magari un’altra spiegazione.
“Cosa è la biancheria intima, babbo?” aspettando la risposta, senza ottenerla, continua a chiedere un po’ preoccupato per il silenzio del babbo: “Insomma! Cosa ha combinato la mamma? Babbo! Allora?”
“Niente, niente. La mamma è rimasta impegnata tutto il giorno con i suoi clienti sul palco.” lo rassicura il padre e continua a guardare soltanto lo schermo del computer, evitando il suo  guardo.
“Ma dai! Come facciamo a saperlo? Babbo! Siamo stati alla fiera solo mezz’ora, poi siamo entrati in auto per tornare a Pisa e poi siamo rimasti qui a casa.” dice Gino candidamente. Ha preso molto dalla madre, ha una logica ferrea, e ora colpisce nel segno.
Neanche qui arriva la risposta. Anzi, non c’è risposta.
Giunge la sera e cenano con due uova “occhio di bue”, preparate con olio e grani di sale grosso in un tegamino antiaderente, l’albume è cotto bene e il tuorlo è rimasto ben crudo. Inzuppano direttamente nel tegamino dei pezzi di pane toscano non salato cotto a legna.
Dopo, inevitabilmente, arriva la notte.
“Ho sonno, babbo. La mamma non viene.” dice Gino con voce velata di malinconia poggiando la guancia sulla gamba di suo padre che ora sta guardando la televisione in poltrona. Poi si avvinghia con tutte le due braccia alla coscia come se fosse un cuscino. Si addormenta così e il padre lo porta a letto di peso, attaccato come un panda che riposa su di un ramo e non vuole scendere.
A Fiorenzo non resta che attendere Pervinca da solo, davanti alla televisione fino a tarda notte.

Se ne sta andando poi a letto anche lui quando sente un’auto che si ferma davanti al portone di casa con una rapida decelerazione e con un crescente crepitio di ghiaia sotto le gomme. Riconosce la voce di Pervinca che saluta le altre persone, sente ridere, sente chiudere lo sportello dell’auto, sente poi inserire la chiave nella toppa silenziosamente e avverte ancora lo stesso crepitio di ghiaia, che però si va affievolendo.
“Psst, ci siete?” sussurra Pervinca mentre entra in casa. Chiude la porta senza far sentire il rumore della serratura. Cerca di capire se gli abitanti siano ancora in piedi tentando di non svegliarli.
Nessuno risponde e Pervinca, dopo aver calciato in aria una per volta le scarpe décolleté, si ferma, guarda avanti restando un attimo sull’attenti come una sentinella di guardia, lascia cadere la borsa a terra e sgancia dietro la nuca l’unico bottone che ha. Il vestito scivola lungo il corpo che rimane completamente nudo e svela il fascino di Pervinca. Si raccoglie a terra intorno ai piedi disegnando una circonferenza molto sottile. Il vestito è l’unico a non fare rumore cadendo sul pavimento. Tira fuori il piede sinistro, che ha le unghie laccate di un raro celeste viola, dal cerchio disegnato dal vestito. Con un saltello tira fuori anche l’altro e continua a camminare verso il letto sulla punta dei piedi nudi, lasciando scarpe borsa e vestito sul pavimento di legno ruvido.
Una luce bianca è radente il pavimento. È intensa come solo i led possono dare e proviene dai fari dell’auto che si allontana girando per cambiare direzione. Si muove come le lancette dei secondi di un orologio che spazzola delicatamente la superficie rasposa ma piacevole del legno.
Immediatamente è buio pesto.
Pervinca, esausta ma soddisfatta, si infila velocemente nel letto e si gira subito a pancia in giù con la testa sotto il cuscino a fianco di Fiorenzo che è rimasto per tutto il tempo voltato dall’altra parte.
E continua a sognare.
Fiorenzo, invece, per un po’ cerca di capire se Pervinca abbia ancora gli stessi slip e reggiseno che ha visto sul palco, ma poi anche lui cade addormentato sotto l’antico orologio regalato dalla nonna Luisa per le nozze e ora appeso al muro della camera da letto.
Fiorenzo non lo ha mai capito, quell’orologio. Non lo ha mai visto camminare. È rimasto sempre fermo alle 12 e 29. La lancetta dei minuti è incastrata sul 29, mentre quella delle ore è ferma sul 12. Non lo ha mai toccato per paura di romperlo. Saggia decisione.
Domani sarà il giorno dopo la fiera.



Ed eccovi anche delle curiosità:
Questo romanzo è stato scritto sulle rive del fiume Arno vicino ai terreni del Conte Ugolino della Gherardesca, dove è nata e cresciuta Pervinca.

Ma chi era Pervinca?
La nostra Pervinca Della Gherardesca nasce a Pisa il 1.3.1989 e fino al suo matrimonio vive sulle rive del fiume Arno in Lungarno Galileo Galilei con il padre che è un affermato avvocato penalista e con la madre che è una stimata docente universitaria.
Abita nell’edificio adiacente ai terreni che fino a settecento anni prima ospitavano i lussuosi palazzi di potere della famiglia del Conte Ugolino della Gherardesca, fine uomo politico e spietato comandante militare pisano, reso famoso da Dante Alighieri nella Divina Commedia.
La finestra della camera di Pervinca si affaccia su quei terreni dove due magnolie secolari, inspiegabilmente cresciute non si sa quando, sembrano voler ricordare cosa accadde di veramente insolito molti secoli fa proprio in quei luoghi.  


Molto interessante, lo leggerete?
Buona lettura!

venerdì 28 agosto 2020

Intervista all'autore... Daniele Possanzini

Intervista all'autore...
Daniele Possanzini


Buongiorno lettori,
per questa rubrica oggi vi presento Daniele Possanzini.

Diamogli un grande Benvenuto ed eccovi l'intervista.


1 - Raccontaci di te.
Innanzitutto vi ringrazio per l’opportunità che mi avete dato di presentare me e i miei libri.
Sono nato a Lecce, una magnifica cittadina barocca della Puglia che ho lasciato quando ancora frequentavo le scuole elementari.
Dopo il liceo scientifico mi sono laureato in scienze dell’informazione e appena ho iniziato a lavorare ho messo in pratica con soddisfazione tutto quello che avevo studiato. Negli anni successivi ho ricoperto ruoli tecnici, imprenditoriali e manageriali nel settore informatico in Italia, negli Stati Uniti d’America e in Europa. Negli ultimi anni sono stato Confidential Counselor per la prevenzione delle molestie sessuali e psicologiche e ho acquisito molta esperienza e conoscenza del comportamento delle persone in condizioni di conflitto.
Attualmente vivo a Pisa con mia moglie, sulle rive del fiume Arno, e dedico molto tempo a lettura, scrittura e a passeggiate in montagna.
  

2 - Quando è nata la passione per la scrittura?
L’ho sempre avuta e ho scritto, in italiano e in inglese, molti documenti di varia natura e struttura sebbene non di narrativa. Nel tempo, il lavoro mi ha creato interessi sempre nuovi e quindi, a eccezione di un libro, ho sempre tralasciato la preparazione di romanzi da pubblicare e vendere.
Negli ultimi anni, grazie anche ai nuovi strumenti di self publishing, ho considerato molto più concreta del passato la possibilità di divulgare i miei scritti.  

3 - Quali sono i libri e / o racconti che hai pubblicato finora?
“La patente da calcolatore” nel 1987 e “Pervinca – enigma della molestia per una donna geniale” nel 2019.

Il primo fu scritto insieme con un collega di università e pubblicato da una piccola CE negli anni in cui il computer diventava uno strumento da tavolo per contabilità aziendale ed elaborazione di testi. La nostra intuizione fu che la gente dovesse studiare come alla scuola guida e ottenere una specie di patente per operare autonomamente, cioè ‘per guidare’ questi nuovi strumenti, così insoliti e misteriosi ma utili. Fu un successo, perché il libro conteneva tutti quei concetti e termini utilizzati dai produttori di pc ma non ancora compresi dagli utenti. Ero tornato da poco tempo dalla California, dove il processo di diffusione del pc era già molto avanti, e riuscii a prevedere l’evoluzione del suo utilizzo in Italia per analogia. Ricordo che ci strappavano le copie del libro dalle mani tanto che io ne tenevo pronte anche in casa così da poterle consegnare prontamente. E poi abbandonai qualsiasi attività di pubblicazione per i successivi trent’anni.


Il secondo è il romanzo della maturità e dell’esperienza, preparato per raccontare le difficoltà che tutti noi abbiamo quando dobbiamo riconoscere la violenza psicologica che stiamo subendo. È proprio difficile smascherare chi sta approfittando dei nostri sogni e, se ci siamo riusciti perché ci siamo svegliati, è ancora più arduo capire se abbiamo subito danni irreversibili. È quindi ormai tardi per difendersi, se non si è presenti a sé stessi o se non si è geniali come Pervinca che trova il sistema per arginare i suoi molestatori e per riparare il suo ego.
Questo romanzo è un thriller psicologico e surreale perché ho immaginato una situazione famosa nella storia che riappare nel presente evocando il sogno e che poi sprofonda di nuovo nel suo passato remoto. Vengono affrontati temi molto attuali come la molestia, l’amore fisico, il desiderio fuori dalla morale, la genialità che non protegge da tutto e il piacere intimo e infinito che può dare il raggiungimento di un obbiettivo.
  

4 - Da cosa trai ispirazione per le tue storie?
Traggo ispirazione dalla mia esperienza professionale tecnica, da quella umana di imprenditore e manager pubblico e da quella psicologica di Confidential Counselor. Poi, la mia forma mentis di progettista di sistemi e sicurezza informatica mi suggerisce trame intricate con eventi correlati e distribuiti come bombe a orologeria lungo la vita dei miei personaggi che amano e sognano senza limiti.

Le mie storie nascono per stupire con lo scopo di far riflettere, per invitare a intuire cosa possa accadere nelle situazioni in cui il tempo ci posiziona anche a nostra insaputa. Non è facile avere consapevolezza che le cose stanno andando bene, o male, o che il tempo si è fermato o che il presente che si vive è già il futuro o è addirittura ancora il passato.


Anche il vero e il verosimile, la fiducia e l’inganno mi affascinano e sono un’altra fonte non secondaria di ispirazione. La natura umana è disposta a tutto pur di soddisfare i propri desideri e questo crea motivazioni per simulare e dissimulare i propri stati d’animo e azioni.


In più, i miei romanzi, come è accaduto in Pervinca, contengono anche elementi misteriosi che mi divertono molto, che mi aiutano ad attirare la curiosità del lettore e a mantenere la sua attenzione. Così accadeva da bambino, quando mi inventavo le situazioni più illogiche e insensate con lo scopo di sconcertare i miei genitori e i miei amici per far sì che ascoltassero con più interesse il mio messaggio nascosto.
  

5 - I personaggi sono meramente inventati o ricalcano qualche persona reale?
Pur mantenendo l’assoluta confidenzialità, molti dei miei personaggi sono un’evoluzione delle persone che ho conosciuto nella mia vita, le quali avrebbero potuto comportarsi come nei miei romanzi se si fossero realmente imbattute nelle situazioni in cui le ho introdotte.

Altri sono completamente inventati ai fini della storia.
  

6 - Cosa ne pensi del self publishing?
È un processo snello per pubblicare un libro. Richiede però che il processo di creazione, pubblicazione e commercializzazione sia di qualità in tutti i suoi aspetti.

Sicuramente, quando l’autore non ha la pazienza di attendere che una CE di gradimento selezioni il suo romanzo, il self publishing diventa uno strumento a portata di mano per ricchi e poveri.
  

7 - Se a tua volta sei un autore self curi da solo ogni fase di pubblicazione o ti avvali di qualche collaboratore (esempio: agenzie letterarie, correttori di bozza, illustratori, ecc.)?
Sono un autore self.
Mi avvalgo del grafico esterno per la cover e di editing interno. La commercializzazione è, per ora, gestita da me su Amazon, Facebook e Instagram così come la collaborazione con blog letterari.
  

8 - Cosa ne pensi delle case editrici a pagamento?
Non le considero case editrici classiche. Non ne vedo il valore aggiunto in quanto attività imprenditoriali, e ho capito che non si assumono rischi.  

9 - Ultimamente stai lavorando a qualche nuova opera?
Sì, e con fatica, perché vorrei centrare un genere letterario ben definito ed evitare di scrivere belle storie con personaggi interessanti che sono un po’ thriller, un po’ gialli, un po’ noir e un po’ di tutto.

Durante la scrittura si può andare alla deriva in senso creativo e scrivere tutto quello che passa per la mente, pur facendo un bel lavoro di alta qualità. Il risultato è che non si riesce a classificare il 
romanzo per un lettore che sta cercando qualcosa di specifico da leggere in un particolare momento e che non cerca l’autore.


Mi rendo conto che è un aspetto commerciale, ma in questo periodo debbo necessariamente identificare le mie opere. Forse dovrei scrivere un po’ di letteratura di genere e un po’ non. Lo farò in seguito, probabilmente.


La nuova opera è una storia che racconterà delle informazioni verosimili presenti nel mondo virtuale, nel web e che viaggiano sulla rete. Ci saranno genialità, reputazione, credibilità, amore, sogni e desideri inconfessabili.
  

10 - Come concili la passione per la scrittura con la vita personale e quotidiana?
Ora ho molto più tempo che in passato per la scrittura e la lettura sebbene, specialmente per scrivere, debba tutte le volte trovare un luogo per poterlo fare con intensità.  

11 - A quale autore / autrice ti ispiri, se ti ispiri?
Sono abbastanza eclettico e perciò, da tutti gli autori di cui ho letto qualcosa, mi rimane un suggerimento che poi ascolto. Ho letto D’Annunzio, Edgar Allan Poe, Shakespeare, Machiavelli, Camilla Lackberg, Patrick Süskind, Stephen King, attualmente leggo i nuovi esordienti che vendono molto e quelli che vendono poco. In ognuno cerco la causa del successo duraturo o dell’insuccesso temporaneo così come il progetto editoriale che c’è dietro. Quando leggo un romanzo, purtroppo, penso all’autore mentre lo scriveva, cerco di capirne la struttura spazio-temporale, e non mi abbandono completamente alle sue parole.  

12 - Qual è il tuo libro preferito?
Al momento “Il profumo” di Patrick Süskind mi ritorna continuamente alla mente. È geniale. Nel passato ho apprezzato “Il Mercante di Venezia” di William Shakespeare.  

13 - Cosa ne pensi del mondo dell’editoria in generale?
Penso che, come la musica e il lavoro e altro, l’editoria stia subendo gli attacchi della tecnologia a basso costo che rende possibile la trasformazione verso nuove opportunità, come il self publishing, rendendo obsoleti molti processi produttivi tradizionali.

Processi editoriali dipendenti da costosi strumenti sono ora riproducibili a costi bassissimi, riducendo così la barriera di ingresso, pur mettendo in discussione la qualità del prodotto finale e la sua reale diffusione.
  

14 - Dove possiamo contattarti (e- mail, pagine social, blog personale, ecc.)?


Grazie infinite Daniele per aver accettato questa intervista. Ne sono proprio contenta e i tuoi libri hanno delle trame interessanti, complimenti.
Spero che sia piaciuta anche a voi e fatemi sapere se conoscevate questo bravo autore e se avete letto il suo libro.


Buona lettura!