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mercoledì 3 gennaio 2018

Segnalazione: Solo un uomo di Francesca A. Vanni

Segnalazione:
Solo un uomo
di
Francesca A. Vanni


Buongiorno lettori,
eccomi con un'altra opera di Francesca A. Vanni (di cui vi avevo già segnalato l'antologia di fiabe per bambini "I racconti di Rudolph la renna" e il romanzo "Nel suo nome"). Oggi vi segnalo: "Solo un uomo".



Biografia:
Francesca A. Vanni è lo pseudonimo di Marta B., nata in provincia di Milano nel 1984. 
Laureata in Scienze della Formazione, ha impiegato gran parte del suo tempo nello studio della Storia, in particolar modo quella relativa all’antica Roma, e della Cinematografia, soprattutto nell’ambito della fantascienza. 
A una delle sue più grandi passioni, la saga di Star Wars, ha dedicato la Tesi di Laurea Triennale “Dal cinema alla realtà: l’inarrestabile evoluzione della tecnologia nella saga di Star Wars.” (anno 2006). 
All’attività della scrittura affianca anche quella delle traduzioni. 


Sito dell’autrice: www.francescaavanniautrice.it





Genere: racconto storico / introspettivo
Editore: auto pubblicato tramite StreetLib
Data di pubblicazione: 7 gennaio 2017
Numero pagine: 66
Prezzo cartaceo: 3,49€
Prezzo ebook: 2,49€ 
Link per l'acquisto su Amazon: 




Sinossi:
Sembra un giorno come tanti altri, sul monte del Golgota.
Tre croci si stagliano contro il cielo scuro e ad una di esse è inchiodato un uomo di nome Yeshua che tutti chiamano il Re dei Giudei, il figlio di Yahweh.
In questo breve romanzo, Francesca A. Vanni ci mostra la sua personale visione della passione di Cristo, mettendo nero su bianco quelli che forse sono stati i pensieri del Messia con sensibilità e una grande capacità introspettiva.


Eccovi anche un estratto:
Il dolore scivola via, così come il tempo.
Scivolano allo stesso modo le gocce di sangue e sudore che colano lungo questo mio corpo martoriato e ridotto allo stremo, prima di cadere a terra come minuscole stille che si disperdono nella polvere.
Quanto tempo è trascorso?
Non lo so.
Tutto scontorna, il cielo si sta lentamente oscurando.
Non sono certo neppure di questo.
Forse sono questi miei occhi stanchi che non riescono a catturare la luce del giorno.
Ogni istante che passa perdo sempre più il contatto con la realtà.
Mi chiedo se appartiene a me questa carne lacerata dalla frusta, trapassata dalle spine e dai chiodi, tormentata dal ruvido contatto con il legno della croce che la trattiene come una madre crudele che non vuol lasciare andare il proprio figlio.
Soffro?
Sì, credo di sì dal momento che non sono più certo di niente.
Ho perso tutto, anche me stesso.


Infine vi lascio con una curiosità:

Perché scrivere sulla Passione?
Non occorre essere credenti per scrivere di un tema delicato come la Passione, occorre invece sapere cos’è la sofferenza e il senso del sacrificio.
Spero tanto, con il mio Cristo umano descritto in queste pagine, di aver raggiunto il mio scopo di modo che questo libro sia uno strumento di catarsi individuale.


Sembra davvero molto interessante, e voi cosa ne pensate?



Buona lettura!

2 commenti: