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lunedì 18 luglio 2016

DA DOVE VENIAMO? LA STORIA CHE CI MANCA di ROBERTO GIACOBBO

DA DOVE VENIAMO?
LA STORIA CHE CI MANCA
di
ROBERTO GIACOBBO


Genere: Saggio para-scientifico

Edizione: Mondadori Direct S.p.A. per Mondolibri, Milano su licenza Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano (2012)

Buongiorno lettori,
Ma da dove veniamo?
Da sempre l’uomo se l’è chiesto e grazie al lavoro di archeologici, paleontologi, antropologi e tutti coloro che se ne occupano – portando avanti la Teoria dell’evoluzione di Charles Darwin – sappiamo che discendiamo dalle scimmie, o per meglio dire da un ramo comune da cui discendono anche le scimmie, cioè quindi abbiamo un antenato in comune. Questo circa 5 / 6 milioni di anni fa.
Circa 2,3 milioni di anni fa nasce il genere Homo, distinguendosi dall’Australopithecus, e a scuola studiamo che da allora si sono susseguiti vari tipi di uomini… fino ad arrivare all’Homo Sapiens – cioè l’uomo moderno – che compare sulla Terra circa 35.000 anni fa.
La scienza però fa risalire la nascita del nostro pianeta molto, ma molto, ma molto prima, circa 4,5 miliardi di anni fa. Sappiamo che allora il nostro pianeta doveva essere scosso continuamente da eruzioni vulcaniche, cadute di meteoriti e via dicendo. Sappiamo anche che dopo il suo raffreddamento si formò l’acqua e dal Brodo Primordiale nacquero le prime forme di vita… e bla bla bla… sappiamo tutti come sono andate le cose, non c’è bisogno che ve le dica io, lo studiamo a scuola, no?
Mi chiederete, ma cosa c’entra tutta questa lezione di storia con la recensione di un libro? Era per stabilire (chiamiamola così) la posizione della scienza.
Adesso però inizio a parlarvi di questo libro e vi cito un paragrafo (riassumendolo) che mi ha particolarmente colpita. Paragoniamo la vita della Terra a un anno solare:
1° gennaio (4,5 miliardi di anni fa): nasce la Terra;
9 luglio (2,2 miliardi di anni fa): si forma l’ossigeno e l’atmosfera;
29 novembre (400 milioni di anni fa): si vedono le prime piante e i primi animali;
13 dicembre (230 milioni di anni fa): nascono i dinosauri;
27 dicembre (65 milioni di anni fa): i dinosauri si estinguono;
28 dicembre (circa 35 milioni di anni fa): inizia la deriva dei continenti;
31 dicembre ore 23.56 e 15 secondi (circa 35.000 anni fa): compare l’Homo Sapiens;
31 dicembre ore 23.57 e 43 secondi (20.000 anni fa): inizia Era Glaciale;
31 dicembre ore 23.58 e 42 secondi (12.500 anni fa – ovvero 10.500 a.C.): finisce l’Era Glaciale;
31 dicembre ore 23.59 e 26 secondi (2975 a.C.): in Egitto compare il primo Faraone;
31 dicembre ore 23.59 e 55 secondi: Dante scrive la Divina Commedia;
31 dicembre ore 23.59 e 59 secondi e 74 centesimi: Yurij Gagarin va nello spazio.
Già solo leggendo questo si rabbrividisce! Pensate quanto per noi al 1° gennaio può sembrare lungo arrivare a dicembre? Invece stando a questi calcoli, tutta la nostra civiltà evoluta e la nostra tecnologia si concentra in appena 26 centesimi di secondo!
Questo ragionamento ti fa capire quanto sei piccolo (un niente) di fronte alla storia del mondo!
Comunque arriviamo a dire di cosa tratta questo libro!
La scienza – e tutti noi – siamo davvero sicuri di essere i primi uomini a calpestare la Terra? Non potrebbe essere possibile che in un tempo vastissimo, come abbiamo appena visto, possa essersi sviluppata un’altra civiltà? Secondo il calendario proposto ci sarebbe stato tutto il tempo per un’altra civiltà di nascere, progredire ed estinguersi… e a causa di tutti i milioni di anni che ci separano, le tracce sono andate perse. Pensateci bene! A mio parere il ragionamento non è poi così fantasioso o irreale.
…eppure, come riporta anche il libro, forse ci sono delle tracce di antiche civiltà sconosciute, tracce che non riusciamo a vedere o a capire. Tracce nascoste nelle pietre!
Ebbene l’autore, Roberto Giacobbo – conduttore del noto programma televisivo Voyager –, ci porta a fare un giro del mondo seguendo un ipotetico filo rosso che collega vari posti da lui personalmente visitati per comprenderne i misteri.
Parla di ossa umane di proporzioni giganti rispetto a noi (uomini che dovevano essere alti circa 7 metri); carte geografiche antecedenti al 1492 che riportano l’America; altre rappresentano addirittura l’Antartide senza il ghiaccio (e noi sappiamo che nessun uomo moderno avrebbe potuto vederlo dal vivo, poiché l’ultima volta che fu libero dai ghiacci era circa 6.000 anni fa); attraversa l’Egitto parlando delle Piramidi e della misteriosa Sfinge (e scopre che forse gli antichi egizi conoscevano già l’elettricità); in un villaggio dell’India trova Le foglie del destino; in Perù pietre incise prima del 1500 d.C. – forse addirittura 12.000 anni fa – che raffigurano con precisione i dinosauri (che sappiamo iniziarono a essere ritrovati e assemblati dall’inizio del ‘900); ancora se le avventure omeriche descritte nell’Iliade e nell’Odissea fossero avvenute nel mar Baltico?
Tutto questo solo per citare alcuni dei misteri che si trovano racchiusi nel nostro mondo e in questo libro.
Con molta semplicità e senza un linguaggio particolare o da esperto nel settore, l’autore racconta ciò che ha visto e ciò che ha saputo direttamente dalla gente che abita i luoghi da lui visitati, offrendo anche le foto di quei viaggi.
Ogni capitolo fa riflettere seriamente perché tutto porta a credere che molto prima di noi ci fu una civiltà (anche superiore alla nostra) ad abitare il nostro pianeta.
Vi anticipo che naturalmente a fine libro non saprete se questa fantomatica civiltà sia esistita realmente, i dubbi rimangono, ma se volete conoscere e approfondire grandi misteri che nasconde il nostro mondo questo è un libro perfetto che consiglio a tutti.
E chissà che un giorno la scienza non scopra la verità… verità magari già scritta in queste bellissime pagine!


Buona lettura!



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