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lunedì 30 gennaio 2017

PALLADION di VALERIO MASSIMO MANFREDI

PALLADION
di
VALERIO MASSIMO MANFREDI


Genere: romanzo mitologia / archeologia / storico / thriller

Edizione: Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano (1985)

Buongiorno lettori,
ecco che torno con uno dei miei autori preferiti, soprattutto perché i suoi romanzi trattano per lo più di mitologia… e la mitologia – specialmente quella greca – è una delle mie più grandi passioni.
Letto anche per completare l’obiettivo del mese della Made in Italy Books Challenge organizzata dal blog Universi Incantati (qui il link se volete scoprire di cosa si tratti), Palladion ha una trama abbastanza articolata: innanzitutto – senza specificare né luogo né tempo – comincia con un giovane sulla trentina che commissiona a un marmista una lapide e, con parole molto vaghe, dice che quando sarà il momento qualcuno passerà a ritirarla.
Dopodiché ci si trova ad Alabanda, in Asia Minore, nell’anno DLXXIV dalla fondazione di Roma, all’ora nona delle calende del mese di sestile. Il tribuno Lucius Fonteius raggiunge in extremis il console Manlius Vulso, intento in una campagna militare, per consegnargli un importantissimo messaggio dal senato di Roma. Il testo dice che per nessuna ragione al mondo deve attraversare la linea del Monte Tauro. Il perché? Molti segni degli Dei sono contrari all’impresa del console, e questi hanno indotto il senato a consultare l’oracolo di Delfi… che ha pronunciato un responso tremendo:
Exei gàr stratié polyfértatos obrymòthymos
Télothen èx Asìes hóthen anatolài helìou
Eisìn, kài diabàs steinòn pòron Hellèsponton
Tèn Ròmen kài italìan porthèsei
Eàn tò Tàuron òron yperbàinete.
Ossia, l’oracolo minaccia rovina a Roma, un’armata immensa si rovescerà sull’occidente annientando l’Italia se i nostri eserciti varcheranno il confine del Tauro...
I romani scettici però hanno chiesto al pontefice massimo di consultare i Libri sibillini… ma la risposta è la medesima!
Il console tuttavia non obbedisce, varca il confine… e il suo esercito viene sconfitto in Tracia.
La notizia giunge a Roma e perciò, per placare la sventura, si affidano ancora una volta all’Oracolo di Delfi:
Un giorno, quando l’orgogliosa Città
sul fiume distesa, di gelido sudore inondata
tremerà di spavento, immensa infatti una forza
la minaccerà dall’oriente, collocate allora,
o sciagurati, sull’alta rocca il sacro Palladio
vigilato dagli eroi che la dea predilige:
Ulisse, maestro di frodi, e il divino Tidìde.
Per infausti eventi il Palladio (lo stesso che si dice che Enea abbia salvato da Troia in fiamme e portato in Italia) non viene posto tra le statue dei due eroi greci…
Successivamente la storia si sposta al Monastero di San Nilo di Grottaferrata nel 1071. Theodoros di Focea ritrova un antichissimo libro, dove si narra proprio del responso dell’Oracolo di Delfi e degli eventi successivi… e in quel monastero la storia resta celata…
Giorni nostri (per così dire, visto che il romanzo è stato pubblicato nel 1985, quindi il periodo di riferimento sono gli anni ’80, infatti per esempio non si menzionano cellulari, ma cabine telefoniche oppure la Juvoslavia o ancora il clima politico della guerra fredda), l’archeologo Paolo Quintavalle ritrova a Lavinium sette statue che rappresentano la Dea Atena.
In questa vicenda viene coinvolto anche l’archeologo Fabio Ottavini che, seguendo le sue ricerche, arriva al Monastero di San Nilo, scoprendo il diario segreto di Theodoros di Focea… e da quel momento sono dolori. Si ritrova invischiato in una vicenda pericolosa e più grande di lui… ma riuscirà a risolvere il mistero? E soprattutto riuscirà a salvarsi la pelle?
Un romanzo molto interessante che mescola storia, intrighi, misteri e ricerche archeologiche, con vari colpi di scena e momenti di suspense, ma anche – purtroppo – parti in cui l’attenzione del lettore cala.
La grande capacità di Manfredi e di riuscire a trasmettere le differenti epoche storiche una dopo l’altra, infatti si passa dal periodo romano al medioevo e ancora al contemporaneo senza nessuna difficoltà.
Cosa dire ancora di questo romanzo? Il finale mi ha un po’ deluso perché tutti i vari interrogativi che nascono nel corso della trama rimangono in sospeso, neanche una breve delucidazione. (attenzione perché qui vi rivelo alcuni punti della trama, se non volete leggerli saltate la parte evidenziata in giallo) Cos’è l’organizzazione Istituzione? E che fine fa? Ed Elizabeth chi è veramente? E torna da Fabio come se non fosse successo nulla? E i suoi capi le permettono di tornare? E l’altra donna che le assomigliava chi è? E lei dov’è finita? E il ragazzo che a inizio romanzo commissiona la lapide chi era? Fabio Ottavini o si tratta della lapide ritrovata dalla moglie di Quintavalle?
La storia però è avvincente e coinvolge il lettore, anche se i personaggi non sono descritti più di tanto. Interessante è anche l’utilizzo di lingue straniere che rende il tutto più reale, sarebbe però stato utile inserire le varie traduzioni a pie di pagina.

Buona lettura!


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2 commenti:

  1. Ciao, mi interessa molto manfredi come autore, però l'ho sempre trascurato, quest'anno mi piacerebbe leggere qualcosa di suo, ma non penso che sarà il libro che hai citato :) se c'è una cosa che mi da fastidio nei libri sono i finali che non rispondono a tutti i quesiti del lettore per questo motivo penso che tenterò con qualche altro suo libro :)
    Un saluto!

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    Risposte
    1. Sì, anch'io la penso così. Di Manfredi ti posso consigliare la trilogia riguardante Ulisse, che in pratica racconta la sua vita e riprende l'Iliade e l'Odissea. Questi mi sono piaciuti davvero moltissimo!
      Ti lascio i link delle recensioni dei primi due romanzi:
      Il mio nome è nessuno - Il giuramento: http://unabuonalettura.blogspot.it/2016/06/il-mio-nome-e-nessuno-il-giuramento-di.html
      Il mio nome è nessuno - Il ritorno: http://unabuonalettura.blogspot.it/2016/10/il-mio-nome-e-nessuno-il-ritorno-di.html
      Il terzo libro si intitola "Il mio nome è nessuno - L'oracolo", non ho ancora scritto la recensione, ma l'ho letto e ti dico già che rispetto ai primi due mi è piaciuto di meno. E' ambientato in tempi moderni e anche questo lascia qualche dubbio in sospeso.
      Un altro romanzo che ho letto, ma non ho scritto la recensione, è "Le paludi di Hesperia" è molto bello, ma anche questo lascio qualche dubbio.
      A presto!

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