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lunedì 27 agosto 2018

Segnalazione: SICE Le bambole non hanno diritti di Fernando Santini

Segnalazione:

SICE
Le bambole non hanno diritti

di

Fernando Santini



Buongiorno lettori,
eccomi con un nuovo romanzo molto interessante: "SICE - Le bambole non hanno dirittidi Fernando Santini.



Biografia:
Mi chiamo Fernando Santini, ho 53 anni e sono romano. Lavoro per un grande gruppo bancario italiano, curando i rapporti con alcuni grandi gruppi industriali. Ho iniziato a leggere da quando avevo dieci anni e ho potuto apprezzare centinaia di storie di alcune decine di autori, spaziando dalla narrativa alla fantascienza, dal giallo al thriller, dai classici agli autori moderni. Tre anni fa ho sentito la necessità di scrivere per dare sfogo alle tensioni della mia anima. Nacque così il mio primo romanzo Tutta colpa delle favole che pubblicai in selfpublishing e di cui stampai un centinaio di copie in autonomia per farlo leggere ad amici e parenti. La loro reazione fu entusiastica e mi spinse a scrivere altri tre romanzi che però, come per il primo, non ritenevo pronti per essere proposti ad una casa editrice. All’inizio del 2016 mi sentii pronto per mettere mano alla serie SICE su cui avevo iniziato a riflettere da qualche mese. Scrissi quindi SICE Le bambole non hanno diritti e la valutazione dei miei beta reader fu estremamente positiva. La struttura stilistica mi sembrava finalmente adatta per poter essere proposta ad una casa editrice, ma volevo essere sicuro della mia possibilità di scrivere gli altri capitoli della serie. Scrissi, quindi, anche il secondo romanzo e definii lo story board del terzo prima di decidere di cercare una casa editrice con cui collaborare. Nel febbraio 2017 firmai il contratto con la Dark Zone edizioni per i 6 romanzi della serie e, a novembre 2017, in occasione di più libri più liberi, il romanzo ha visto la luce.



Genere: romanzo thriller
Editore: Dark Zone Edizioni
Data di pubblicazione: 2016
Numero pagine: 143
Prezzo cartaceo: 14,54€ 
Prezzo ebook: 2,49€
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Sinossi:

Il Vice Questore Marco Gottardi ha avuto un passato importante nei reparti operativi della Polizia di Stato. Dopo aver vissuto sulla sua pelle la violenza della lotta alla criminalità si è ritirato a gestire un tranquillo commissariato romano. La sua esperienza e la sua capacità di gestione dei propri uomini non possono, però, essere sprecate. È a lui che i vertici del ministero degli Interni affidano il comando di una nuova unità: la Squadra Investigativa Crimini Efferati. La prima indagine in cui la Squadra sarà coinvolta riguarderà la morte di un regista cinematografico, forse collegata all'uccisione di un adolescente il cui corpo, orrendamente torturato, è stato ritrovato alla foce del Tevere. Nel corso della propria azione investigativa, la S.I.C.E. troverà un alleato, anche se non particolarmente gradito al Vice Questore Gottardi: un'organizzazione segreta denominata ARCO, i cui membri hanno deciso che il fine giustifica i mezzi e che quindi si può usare la violenza per far trionfare la giustizia.



Ed ecco un breve estratto:
L’uomo si rigira sul pagliericcio. Le mani, legate dietro la schiena, gli rendono difficili i movimenti. Con lo sguardo cerca di capire dove sia. Il bavaglio gli crea problemi nel deglutire. Il sole, entrando da uno spiraglio lasciato aperto dai suoi sequestratori, colora di rosso le pareti della stanza facendogli capire che il tramonto si sta avvicinando.
«Caro Andrea, siamo svegli?» gli domanda un uomo vestito in una tuta nera e con il viso coperto da un passamontagna.
L’uomo lo osserva senza muoversi. Non prova neanche a rispondere, poiché il bavaglio renderebbe incomprensibile quello che lui potrebbe dire.
«Hai ragione, non puoi rispondermi. Non preoccuparti, tra qualche minuto potrai parlare. Ti sarai domandato chi siamo. Noi siamo i buoni e sappiamo in cosa sei coinvolto. Sappiamo dei tuoi film, conosciamo i tuoi interessi professionali. Sappiamo dei tuoi legami con gli Sgulli. Ora ti starai domandando cosa vogliamo da te… Semplice, sappiamo tanto, ma non abbiamo prove. Per alcuni di noi questo non sarebbe un problema e ti infliggeremmo, senza alcun dubbio, una dura pena. Però, per tua fortuna, la maggior parte di noi vuole agire seguendo una diversa linea etica. Quindi, abbiamo bisogno della tua confessione», gli dice l’uomo mascherato continuando a girare intorno al giaciglio.
«Sono sicuro che stai pensando che non ci dirai nulla. Voglio tranquillizzarti. Parlerai. Ti chiedo, come favore personale, di provare a resistere a lungo alle richieste che ti faremo. Io appartengo al gruppo di quelli che pensano che dovremmo punirti senza attendere oltre e ci troverò gusto a lavorarmi il tuo corpo mentre dirai di non sapere nulla. Però voglio rassicurarti, non ti permetterò di morire. Sarebbe troppo comodo per te», gli dice facendo cenno a un altro uomo, entrato da pochi secondi nella stanza, con cui si avvicina al prigioniero.
I due uomini lo sollevano dal giaciglio e lo mettono su una sedia al centro della stanza. Uno degli uomini gli libera le mani, mentre il secondo prende una catena, che pendeva dal soffitto, e aiutato dal suo compagno, lega le mani del regista per poi sollevarle sopra la testa di Saudelli.
«Allora, caro Andrea, ora ti togliamo il bavaglio», gli dice l’uomo mascherato.
«Cosa cazzo vuoi sapere?!» domanda il regista una volta liberata la bocca.
«Vedo che sei intelligente. Non hai provato a urlare.»

Cosa ne dite?
A me ispira molto.



Buona lettura!

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